Leclerc non riesce ad essere profeta in patria nelle sue prime due stagioni in F1. Nel 2018 l’esplosione dei freni che causò lo spettacolare tamponamento ai danni di Hartley all’uscita del tunnel e il 2019 chiuso con un altro ritiro.

Ma al monegasco va riconosciuta la tigna di averci almeno provato a raddrizzare una gara nata male. Il sorpasso alla Loews ai danni di Norris e quello, di prepotenza, alla Rascasse su Grosjean sono la prova della classe del ragazzo.

La voglia di rimonta c’era, pure troppa… E’ stata la foga a spingere Leclerc a ripetere la stessa manovra su Hulkenberg, ma con risultato diverso. Contatto e foratura della posteriore che, deteriorandosi durante il rientro ai box di Charles, ha distrutto il fondo. Conseguenza, il ritiro del ferrarista al giro 18.

"Il ritiro è una conseguenza della qualifica - Ha commentato Leclerc - Non dovevamo partire dalla quindicesima posizione".

Ma provare l’impresa nella gara di casa era d’obbligo, anche se, forse, in quel momento bastava ragionare un attimo: "Dovevo prendere rischi, forse potevo aspettare un po', ma ho visto lo spazio e ci ho provato. Purtroppo la mia gara è finita lì. Ci sono tante lezioni da cui dobbiamo imparare e la prima di queste è la qualifica oltre al risultato di oggi in gara".

Sulla carta, il Canada sembra una pista favorevole alla SF90 e Leclerc conclude dicendo: "Ora che il weekend è finito dobbiamo analizzare bene questa gara per poi concentrarci per la prossima".