MGU-K e bielle hanno rallentato l’avvio di campionato di Renault, con i cedimenti sofferti da Ricciardo e Hulkenberg a sollevare il campanello d’allarme sull’affidabilità. Nuovo motore introdotto in Spagna, dopo due gare corse senza spremere del tutto la power unit, una specifica di motore termico profondamente rivista per ovviare alla rottura della biella avuta da Hulkenberg.

A Monaco, Renault protagonista di un qualifica di rilievo, con Ricciardo settimo in griglia e il potenziale per una gara da zona punti avanzata, non fosse stato per l’errata scelta di fermarsi in regime di safety car.

UN PASSO AVANTI SENSIBILE

Tanto Daniel, quando Nico, hanno riconosciuto il lavoro svolto dai tecnici e i progressi ottenuti in qualifica. Ricciardo, in particolare, ha certificato l’arrivo di una vera e propria mappatura da qualifica. Sul tema, nel 2018 i progressi Renault sono stati assolutamente marginali, differenziati addirittura tra team ufficiale e McLaren – a utilizzare il medesimo fornitore di benzina – e Red Bull.

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Non era certo la mappatura da Q3 sulla quale potevano contare Mercedes e Ferrari. Le cose sembrano essere migliorate quest’anno e, Monaco, ha rappresentato il primo Gran Premio nel quale sfruttare il potenziale della nuova power unit. Se i benefici sono stati riscontrati su un circuito lento, Montreal premierà ulteriormente lo sviluppo del motorista.

UNA MARCIA IN PIÙ IN CERTE CURVE

A tal proposito, Ricciardo ha commentato: “Sia Nico che io ci siamo complimentati con i ragazzi Renault, la nostra modalità da qualifica appare piuttosto competitiva. Nel confronto con lo scorso anno, prima di certi punti di corda arrivo a inserire una marcia in più. Senza dubbio, a distanza di un anno, è decisamente migliorato. Abbiamo una vera e propria modalità qualifica oggi”.

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L’accesso in Q3 a Montecarlo ha visto Ricciardo e Hulkenberg migliorare i tempi della Q2 di 3 e 2 decimi. Tra evoluzione della pista e traffico, un quadro più realistico sul delta che la mappatura consentirà di ottenere lo scopriremo nelle qualifiche in Canada, pista dal fattore potenza certo superiore. È ai 3-4 decimi di progresso che deve puntare Renault per dire di un “party mode” efficace quanto i motori di riferimento.

“Sento che andiamo nella giusta direzione e la cosa bella è che arriverà ancora altro. L’affidabilità è quel che ci sta trattenendo dal compiere un passo ulteriore”, ha aggiunto Ricciardo.

PROGRESSI E PENALITÀ

Poca affidabilità che si legge tutta nei 4 motori termici, turbo e MGU-H, 3 centraline e MGU-K usati finora da Hulkenberg; Ricciardo è a quota 2 power unit “complete”, con l’eccezione del pacco batterie, ancora al primo componente. Sainz, su McLaren, ha impiegato 3 motori termici, turbo e MGU-H, Norris 2.

“Hanno trovato soluzioni molto in fretta, ridisegnato, riprogettato e introdotto le soluzioni in pista. È stato piuttosto impressionante e, a Monaco, riuscivi a sentire di nuovo il motore tornato in vita e possiamo di nuovo lottare appieno. È molto positivo”, ha aggiunto Hulkenberg.