Montreal sfoggia l’abito nuovo per il Gran Premio del Canada. Paddock completamente rinnovato, un progetto creato da zero, dopo le insistenti richieste nate già nell’Era Ecclestone.

Il posto in calendario è garantito ancora molto a lungo, calendario sul quale, Chase Carey, presente all’inaugurazione delle nuove strutture, ha puntualizzato una serie di aspetti già noti.

Due Gran Premi tra quelli in scadenza di contratto diranno addio alla Formula 1. L’espansione è inevitabile. Si lavora per un secondo GP negli USA. I candidati in posizione critica, oggi, sembrano essere il Gran Premio del Messico – Perez, in merito, ha lanciato un appello sui social – e il Gran Premio di Spagna, con Hockenheim a seguire.

SPAZIO A UN CALENDARIO DA 23 GARE

“Vogliamo accordi a lungo termine come qui a Montreal. Nel mezzo di questi accordi è normale che vi siano dei cambiamenti di volta in volta, di Paesi che stanno arrivando e altri che vanno via. È la vita. È positivo per i tifosi, perché la Formula 1 offre cose nuove, quindi l’inaspettato.

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Pensiamo di aggiungere un secondo Gran Premio negli Stati Uniti, non è stato ancora deciso il suo posto in calendario e non mi aspetto che abbia una collocazione a giugno.

Al momento siamo concentrati maggiormente sulla ricerca del posto giusto nel quale organizzarlo, stiamo ancora discutendo”, ha commentato Carey a Radio Canada.

“Cinque paesi hanno contratti in scadenza, abbiamo degli accordi di principio per rinnovare due contratti esistenti ma non rinnoveremo i contratti di tutti e 5 i Paesi.

Stiamo discutendo del numero massimo di gare da svolgere, alla fine è una decisione nostra ma stiamo discutendo con le squadre. Con 21 gare, il calendario mi sembra abbastanza pieno, però potremmo aggiungerne ancora una o due. Preferiamo la qualità alla quantità e non aggiungeremo una gara se non pensiamo ne valga la pena”.

REGOLAMENTI 2021, LA SCADENZA DI GIUGNO

Alle trattative con i singoli organizzatori, per discutere del rinnovo di contratto, Liberty Media è impegnata su un tavolo ancor più difficile, al quale partecipano i 10 team con i quali dovrà rinnovare il Patto della Concordia in scadenza nel 2020.

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Nuove regole del gioco, tecniche e sportive. Alcuni punti, a rigor di regolamento, dovranno essere fissati entro fine giugno. Christian Horner ha già fatto intuire come la prima stesura è destinata a essere oggetto di revisione nei prossimi mesi. Si arriverà a definire alcuni punti delle future norme, che saranno passibili di integrazione nei prossimi mesi.

Sul fronte della standardizzazione delle componenti, la FIA ha aperto diversi bandi di monofornitura. Dal primo sulla scatola del cambio standard, fino agli ultimi su cerchi, freni, elementi del sistema di alimentazione, legati al serbatoio. L’idea di un cambio in monofornitura ha subìto uno stop deciso da quando emerso nelle ultime settimane e, in generale, Toto Wolff ha commentato con cautela l’idea di una standardizzazione a tutto campo: potrà valere su componenti non centrali per la prestazione e con attente valutazioni sui costi.

UN COMPROMESSO CHE LASCI TUTTI SCONTENTI

Parti standard, ripartizione dei proventi tra le squadre, diritti speciali – come il veto in capo alla Ferrari -, taglio dei budget. C’è tantissima carne al fuoco e sarà impossibile offrire una grigliata cotta uniformemente.

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Stiamo facendo dei progressi nelle trattative. Non c’è un’urgenza immediata di trovare un accordo per il 2021, abbiamo gettato le basi per quello che stavamo cercando e ci sono già diverse cose che sono state risolte, specialmente sui regolamenti tecnici”, ha aggiunto Carey a LaPresse Canada.

“Detto questo, restano ancora grandi disaccordi tra le squadre. Ognuna delle 10 ha una posizione diversa dall’altra, è impossibile far contenti tutti ed è anche probabile che, alla fine, saranno tutti più o meno scontenti. L’ideale è trovare il compromesso migliore”.