Sarà un Paul Ricard leggermente diverso, riasfaltato per un terzo dello sviluppo metrico per andare incontro alle esigenze dei motociclisti del Bol d’Or, dopo le lamentele registrate nel 2018.

Un circuito che non varierà le caratteristiche di aderenza e impegno richiesto alle coperture. Pirelli schiera la gamma mediana dell'offerta 2019, dalla dura C2 alla morbida C4, mescole sottoposte a elevati stress laterali, caratteristici più dei carichi longitudinali di piste con notevoli ripartenze in trazione, come avvenuto in Canada.

Tracciatura scorrevole, nel settore finale è la curva 13, Signes, si piazza al secondo posto tra le pieghe con il più elevato carico continuo scaricato sulle gomme. Più dura, solo curva 1 di Shanghai.

F1: Giovinazzi premiato con il Trofeo Bandini

"Le tre mescole nominate per la gara in Francia rappresentano una scelta leggermente più conservativa rispetto al 2018, quando avevamo portato soft, supersoft e ultrasoft. Quest’anno non è presente in gamma l’equivalente della supersoft e la nomination dovrebbe consentire ai piloti di spingere al massimo da inizio alla fine di ogni stint”, commenta Mario Isola.

OCCHIO ALLE TEMPERATURE

Asfalto mediamente abrasivo, offre buoni livelli di grip ed essendo molto scuro tende a scaldarsi notevolmente. Il rischio di degrado della prestazione sarà legato alle condizioni meteo, con il possibile degrado termico, in presenza di elevate temperature. Le prime previsioni dicono di valori tra i 25 e i 28° C nell’aria, in gara, buoni per temperature dell’asfalto ampiamente al di sopra dei 40° C.

24H Le Mans, gli italiani: Pier Guidi al top, bene anche Villorba e Bruni

Nella classificazione Pirelli, le gomme sono stressate per un valore di 4 su 5. Pochi i punti nei quali conterà eccellere in trazione giusto un paio di curve tra ultimo settore e inizio del secondo.

Così come per Barcellona e Silverstone, anche al Paul Ricard lo scorso anno erano presenti pneumatici con battistrada ridotto (-0,4 mm per ridurre il surriscaldamento; ndr): ciò ci permetterà di fare un paragone diretto rispetto al 2018 sull’evoluzione delle monoposto.

Nonostante il circuito francese sia stato largamente riasfaltato, non dovrebbero esserci molte differenze rispetto alle caratteristiche del tracciato. È solo la seconda volta in tempi recenti che si disputa qui un gran premio, quindi i dati a disposizione non sono molti”, prosegue Mario Isola.

IN PISTA LE 18 POLLICI DI F2

Pirelli impegnata sul presente del week end di gara e in prospettiva, con i test delle gomme 2020 di Formula 2. Le 18 pollici andranno in pista nel corso di questa settimana, in Spagna, per la prima sessione.

Test che, prima del GP del Canada, hanno visto Red Bull e Ferrari impegnate a Le Castellet nello sviluppo delle gomme slick 2020 di Formula 1: “Uno dei nostri test in ottica 2020 si è disputato il mese scorso al Paul Ricard, ma su una configurazione più corta e diversa rispetto a quella utilizzata per il gran premio", ha concluso Isola.

Le pressioni minime di gonfiaggio imposte da Pirelli sono piuttosto elevate, con 23 psi sull’anteriore e 20 psi al posteriore.