Il Paul Ricard evoca ricordi contrastanti ai due ferraristi di oggi. Un anno fa, la prima Q3 di Leclerc - ottavo con Alfa Sauber, decimo in gara -, un anno fa l’inizio del periodo nero di errori di Sebastian Vettel.

Probabilmente fu il più comprensibile tra tutti, il desiderio di saltare davanti a Bottas in partenza, per non lasciar prendere il largo alle Mercedes. L’assalto alla prima curva e due gare condizionate: la propria e quella, soprattutto, del pilota finlandese.

PIÙ DATI PER IMPOSTARE IL PROGRAMMA 

Il Gran Premio di Francia offrirà indizi sulla validità dei primi aggiornamenti in arrivo sulla SF90, c’è attesa per quantificare i progressi compiuti, sebbene Mattia Binotto abbia già chiarito come non saranno misure risolutive quelle in arrivo il prossimo week end.

“Dallo scorso anno il Gran Premio di Francia è tornato sulla pista del Paul Ricard e credo che in questa stagione saremo avvantaggiati rispetto al 2018 perché avremo molti più dati dai quali cominciare per lavorare in questo weekend”, dice Sebastian Vettel, insieme a Leclerc recentemente impegnato sul circuito con Pirelli, per i test di sviluppo delle gomme 2020, come avvenuto per Red Bull.

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Gomme con le opzioni C2, C3 e C4 previste da Pirelli, “una mescola più dura rispetto a Montreal e quindi la gara sarà presumibilmente ancora una volta basata su un’unica sosta”, aggiunge Sebastian. Leggermente più dure anche rispetto a un anno fa.

VIE DI FUGA INFINITE

Dopo due gare corse a sfiorare i muretti, la conformazione del nuovo Paul Ricard non può certo reggere il confronto con circuiti di altro spessore. Puoi raccontarlo come l’avanguardia della sicurezza, un tracciato super-attrezzato, con impianto di irrigazione artificiale, vie di fuga ad abrasività variabile.

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Rinacque così, da pista di test ad alta tecnologia. Oppure, più candidamente si può dire del Le Castellet, con le parole di Charles Leclerc: “Devo dire che ha una conformazione piuttosto anonima, con vie di fuga infinite. Questo fa sì che sia facile cercare il limite nelle prove libere perché è piuttosto improbabile finire contro le barriere”.

Charles ricorda il 2018, “sono contento di tornare a Le Castellet, e sono convinto di poter fare bene. Quella francese è una pista piuttosto nuova per me, nonostante si trovi molto vicina a dove vivo.

Di sicuro ho degli splendidi ricordi della mia prima volta al Paul Ricard lo scorso anno perché per la prima volta sono riuscito ad accedere al Q3 nella mia carriera in Formula 1. Credo che non dimenticherò mai quel sabato”.