Pirelli conferma le mescole C2, C3 e C4 in Austria. Spielberg circuito con caratteristiche diverse da Le Castellet, accomunati da un asfalto a bassa abrasività. Il giro breve di Spielberg pone l’accento su trazione e frenata, con appena due pieghe a sinistra, nel settore centrale, a sviluppare carichi laterali sulle gomme comunque rilevati su valori intermedi nella “scala Pirelli”.

Le differenze dello scorso anno, tra GP di Francia e d’Austria, furono nell’utilizzo della gomma con battistrada ribassato al Paul Ricard, non tra le colline della Stiria. Differenziazione assente quest’anno, che porterà, prevedibilmente, a risolvere i fenomeni di blistering, dovuti alle temperature elevate, registrati nella scorsa edizione.

Sono attese temperature ambientali tra i 26° C e i 30° C nel week end, che i team di prima fascia hanno scelto di affrontare operando una ripartizione delle mescole piuttosto diversa.

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LE SCELTE DEI TEAM

Se la Ferrari avrà a disposizione 7 treni di gomme morbide, Mercedes ne sceglie 9. Entrambe avranno la possibilità di provare la gomma dura al venerdì (Vettel e Hamilton hanno 2 treni).

"Come nel 2018, le tre mescole nominate per l’Austria sono le stesse della Francia, con i due gran premi separati solo da una settimana. Quest’anno, però, le mescole sono spaziate in modo più uniforme e questo dovrebbe consentire una maggiore varietà di strategie e gare più entusiasmanti”, racconta Mario Isola.

BLISTERING NON SARÀ UN PROBLEMA

“Spielberg è un circuito particolare, con diverse curve cieche ed elementi imprevedibili come il traffico in pista e il meteo. È un tracciato molto corto, sul quale è fondamentale avere il giusto set-up per utilizzare al meglio i pneumatici e sfruttare le diverse occasioni che si possono presentare, anche in termini di tattica. In passato, su questo circuito si sono verificati degli episodi di blistering, ma contiamo di minimizzare il problema con le specifiche 2019".

Pista da medio carico, per bilanciare la necessità di raggiungere un’elevata velocità sull’allungo prima di curva 3 e il grip fondamentale nel settore centrale e conclusivo, dove si concentrano le curve più guidate.

Alla ridotta aderenza corrisponde un basso livello di stress per le gomme, aspetti entrambi quantificati da Pirelli con un 2 su 5 di impegno, minima l’abrasione. Scenario che porterà a sviluppare la corsa su una tattica con unico pit-stop.

Dopo il Gran Premio d’Austria, Pirelli proseguirà il lavoro di sviluppo in ottica 2020, girando il 2 e 3 luglio con Alfa Romeo.