Un posto ancora per tre candidati, nel calendario di Formula 1 2020. E Hockenheim, il Gran Premio di Germania, non si mostra particolarmente ottimista sulle chance di farne parte. Parole che arrivano dall’a.d. della società di gestione del circuito, Georg Seiler.

I problemi sono noti. Scarso interesse del pubblico, poche gare di contorno vista l’assenza della Formula 2 e Formula 3, richieste economiche di Liberty Media impossibili da sostenere senza un supporto esterno importante, arrivato da Mercedes per l’edizione 2019, praticamente un accordo a sorpresa, viste le premesse di 12 mesi fa.

PESSIMISMO SU UN ACCORDO

Nel 2020 sembra che non ci sarà un Gran Premio di Germania qui a Hockenheim. Con Liberty Media si parla costantemente del futuro ma non ancora di un contratto.

Ci saranno 21 gare, Hanoi e Zandvoort in ingresso, altri eventi dovranno uscire. Noi siamo tra i candidati, insieme a Barcellona e al Messico”, ha commentato Seiler all’agenzia di stampa tedesca DPA.

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Le difficoltà a ospitare la Formula 1 in Germania sono storiche, tra il calo degli spettatori di Hockenheim e il fallimento dell’allora società di gestione del nuovo Nurburgring, in un’alternanza organizzativa tra i due circuiti che ha visto diversi passaggi a vuoto per la defezione del Nurburgring stesso.

Seiler non chiude tutte le porte a un accordo, sebbene molto difficile: “Non è stato definito nulla ancora al 100%, può ancora arrivare un accordo. L’anno scorso non eravamo nemmeno così lontani per l’edizione di quest’anno e l’accordo non venne firmato fino a settembre-ottobre.

Resta la possibilità di un accordo per vie traverse ma al momento vedo poche possibilità”, dice Seiler, che dal prossimo settembre andrà in pensione.

ROTAZIONE TRA GP EUROPEI

Suggerisce una possibile soluzione alternativa, per preservare Gran Premi europei “storici”, come Germania e Spagna, due appuntamenti in difficoltà ed entrambi indicati in uscita: “Immagino un processo di rotazione. Ad esempio, se le gare in una stagione non aumentano, gli eventi tradizionali europei, con un pagamento dei diritti rivisto, potrebbero alternarsi per ospitare un GP ogni 2 o 3 anni.

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Quanto alle prospettive sul GP di Germania alle porte, potrebbe essere un’edizione nella quale portare il bilancio non in perdita, un caso più unico che raro. “Sotto l’euforia per Michael Schumacher, firmammo un accordo decennale, che funzionò nei primi anni, ci portò dei profitti. Poi arrivarono gli anni senza più il tutto esaurito e iniziammo a registrare delle perdite, non facili da sostenere”, ha ricordato Seiler.