Il ritorno della Formula 1 su una pista ben diversa rispetto a quelle "da velocità" come Spa e Monza, ha riportato la situazione generale ai livelli pre-estivi, con le due sessioni capeggiate prima da Max Verstappen e poi da Lewis Hamilton. Oltretutto quella di Marina Bay è una pista decisamente tortuosa e impegnativa, con le sue 23 curve secche. Tuttavia le Ferrari non sono mal messe (le novità hanno dato buoni riscontri, pur senza far recuperare dei secondi al giro) e risultano più competitive di quanto possano far credere i semplici risultati cronometrici della giornata.

Questo vale soprattutto nel caso di Charles Leclerc, penalizzato in FP1 dalla rottura del cambio e poi in FP2 dal traffico in pista, inconvenienti che fanno facilmente capire gli altrimenti incomprensibili 19° e 6° tempo odierni. Però ha fatto segnare ottimi riscontri nei long run su gomme medie, non lontano da quelli di Hamilton, più veloce di tutti in simulazione di gara. Anche relativamente a Sebastian Vettel non va preso troppo alla lettera il distacco di poco superiore agli 8 decimi da Hamilton: infatti pure il tedesco era stato rallentato da Magnussen nel primo giro di simulazione di qualifica, riuscendo a ottenere il suo miglior crono dopo aver rallentato e rilanciandosi. L'importante è che Vettel è l'unico ad esserci riuscito (anche Hamilton e Bottas, tra gli altri, ci hanno provato) e questo dovrebbe far capire che c'è del margine.

Anche i tempi di Valtteri Bottas e di Alex Albon, entrambi traditi da errori con la complicità del fondo infido, non vanno pesati troppo, al di là del solito discorso "del venerdì". Del resto, come hanno condizionato alcuni tra i top driver, le situazioni di traffico l'hanno fatto spesso anche con gli inseguitori. Tuttavia ciò non toglie consistenza al riscontro di Carlos Sainz, ottimo 7° con Lando Norris a confermare anche oggi lo stato di forma McLaren grazie al 9° tempo. Tra i due Nico Hulkenberg, che evidentemente non si fa distrarre dalla situazione di mercato, mentre Daniel Ricciardo è più indietro (12°) ma ha fatto vedere di poter fare di più.

In mezzo si posizionano le Toro Rosso con una prestazione incoraggiante da entrambi i piloti: Pierre Gasly è in top ten, sebbene un po' staccato, mentre Daniil Kvyat ne è fuori per soli 76 millesimi, quindi una buona base per il prosieguo del weekend. Un po' più indietro di quanto mostrato talvolta sono le Racing Point, con Sergio Perez 13° e Lance Stroll 15°, ma anche in questo caso restano buone prospettive. Il pilota messicano è stato inoltre colpito (relativamente) da una reprimenda per aver stretto Magnussen contro il muretto: manovra ritenuta non volontaria ma ugualmente pericolosa.

Ad alternarsi con le "pink panther" sono le Alfa Romeo, con Antonio Giovinazzi 14° più efficace di Kimi Raikkonen 16°. Entrambi sono stati però un po' frenati nelle prove da problemi di elettricità e telemetria del box, che vedremo quanto potranno incidere nel resto del weekend per i dati mancanti. Infine, il fondo stavolta non è monopolizzato dalla Williams, che lo condivide con Haas: Robert Kubica è ultimo, ma Romain Grosjean, George Russell e Kevin Magnussen si alternano con crono vicinissimi. I due piloti del team italoamericano non saranno immacolati, però anche il team sembra un po' allo sbando, tanto da arrivare a far finire in testacoda il francese per un inopportuno team radio in piena curva: confidiamo nella ripresa.