La “nuova” Formula 1 del 2021 condivisa con i piloti, i rappresentanti della GPDA ascoltati da Liberty Media e dalla FIA. Erano le premesse e promesse di pochi mesi fa.

Salvo registrare un ritorno di idee quantomeno discutibili, discusse tra chi deve scrivere le regole e i team, come la possibilità di sperimentare un format di qualifica diverso in alcune gare del 2020, per valutarne gli effetti sulla, sperata superiore, spettacolarità delle gare.

La posizione dei piloti è chiara e, per dirla con parole soft, cambiare la qualifica attuale per correre una mini-gara a griglia invertita sulla classifica del mondiale, sarebbe come minimo una stupidaggine. Basterebbe il parere dei piloti per riportare nel cassetto l’idea.

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A Sochi, Kimi Raikkonen – 307 gran premi in carriera, domenica – vede un’unica alternativa davvero valida se proprio si volesse cambiare: “Probabilmente la qualifica può essere più avvincente di una gara corta. Il format attuale mi piace, se dovessi cambiarlo, però, tornerei a com’era quando ho iniziato: un’ora di tempo, 3 set di gomme e 12 giri, credo fosse così. E giri quando vuoi.

Negli anni ci sono state troppe soluzioni diverse, onestamente non so se abbiano davvero modificato così tanto le posizioni”.

LONGEVITÀ NON CONSIDERATA

Terzo pilota con più GP all’attivo, dopo Sochi, il dato – come già noto – non suscita nessun interesse in Kimi. In Formula 1 per vivere il bello della Formula 1: guidare, correre, nient’altro. Si concede, tuttavia, un passaggio sulle aspettative di una carriera così lunga, quando iniziò nel 2001: “Assolutamente non mi aspettavo sarei rimasto così a lungo. Penso che desiderassi fermarmi molto prima e per certi versi l’ho fatto. Non credo avessi idea di quanto sarebbe stata lunga la carriera, speravo almeno uno o due anni”.

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18 anni dopo, con una parentesi nei rally in mezzo, è ancora in griglia e con un buon passo. “Non avevo esattamente un piano prima e non ce l’ho ora. Proveremo a fare cose buone finché ci divertiremo, continueremo a correre e vedremo cos’accadrà.

Non è che ci sia realmente un orgoglio in questa longevità. Per me, fintanto che sentirò di poter guidare come mi aspetto e fare le cose che, nella mia testa, sento dovrei fare, allora sono felice di continuare. In aggiunta, finché la corsa sarà la parte più grande rispetto a tutte le altre sciocchezze.

I risultati sono molto più importanti di qualsiasi statistica. Forse, un giorno, ti fermi e dopo un po’ guardi indietro e vorranno dire qualcosa, ma non adesso”.

ALFA ANDRÀ MEGLIO A SOCHI

Conta tornare in zona punti con Alfa Romeo nel Gran Premio di Russia. E le premesse potrebbero essere più favorevoli di quanto non lo fossero a Singapore, per caratteristiche del circuito. “Non si sa mai se potrà essere un buon week end penso però dovrebbe andare meglio per noi. A Singapore era ok solo a tratti, penso però fosse dovuto al fatto che la macchina non è la migliore su fondi sconnessi e cose che richiede Singapore, però sì vedremo come andrà ma aspetto che vada un po’ meglio qui.

Per la tracciatura e per il tipo di asfalto, potrei sbagliarmi ma spero di no. Mi auguro avremo un week end più liscio e più velocità”.