Da Sochi a Lonato, da Lonato a Maranello. Due giornate tra pista e riunioni per Sebastian Vettel dopo il Gran Premio di Russia. Lunedì, nell’impianto vicino Brescia, ha indossato i colori Tony Kart per una giornata di prove al volante del Racer 401R dell’azienda italiana, prima volta per Seb alla guida di un kart KZ e comparazione con la specifica OK.

“È andata male domenica, pur essendoci un’alta probabilità che potessi fare meglio, sarei comunque stato qui. Peccato che possa girare sui kart raramente, spero di poterlo fare più spesso. Ogni volta che vengo, Roberto (Robazzi, presidente di Tony Kart; ndr) e TKart si prendono cura di me al meglio”, ha raccontato Seb, intervistato da TKart Magazine.

DIFFERENZE DI STILE

“E’ molto divertente, mi piacciono i kart, vorrei girare di più però non ho tempo con tutti gli impegni in Formula 1, forse dovrei organizzarmi meglio.

Per me è stata la prima volta su un kart con le marce, è stato divertente all’inizio capire le differenze nella guida, gestire le marce è un più simile alla guida di un’auto, mi sono divertito molto.

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La differenza maggiore è nella traiettoria, nel modo di gestire i freni, il motore, come frenare e fermare il kart: nella classe OK utilizzi molto di più la velocità e su questo aspetto è uno stile di guida diverso, però ti diventa poi naturale”.

Esperienza in pista che ha visto Seb seguito da Marco Ardigò e affiancato da Joseph Turney, pilota ufficiale Tony Kart; finito il programma di giornata, poi, nei tipici modi del Vettel appassionato puro, Seb si è dedicato a pulire il kart: “In generale mi diverto, pulire il kart era qualcosa che dovevo fare quando ero giovane, altrimenti mia madre si sarebbe arrabbiata, quindi provavo a farlo.

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Lo faccio, penso sia molto più bello quando è pulito il kart ed è più bello girarci, anche per la prossima uscita, anche per i ragazzi qui, oggi mi hanno aiutato molto”.

INCONTRO CON BINOTTO A MARANELLO

Parentesi kartistica dalla quale è tornato sul Gran Premio di Russia con il briefing di martedì trascorso a Maranello. Riunione con Binotto a pranzo, che una nota della Ferrari ha definito “una chiacchierata serena e costruttiva”, per poi proiettarsi verso il Gran Premio del Giappone a Suzuka, lavorando con gli ingegneri e svolgendo una sessione di preparazione della SF90 al simulatore.