Quando venne avviato, a fine 2017, il lungo percorso che dovrà portare a una Formula 1 del 2021 “rivoluzionata”, l’idea perseguita da Liberty Media era di standardizzare molte componenti non funzionali alla prestazione o, comunque, “nascoste” al pubblico e tali da poter essere realizzate in regime di monofornitura e specifica, garantendo così un risparmio di spesa.

Una via progressivamente ridimensionata, sempre più, fino all’ultimo dietrofront della FIA sulla standardizzazione dell’impianto frenante. Se ne parlerà dopo il 2021, una volta valutati gli effetti del nuovo corso tecnico.

C’è chi, posizione Ferrari espressa chiaramente da Mattia Binotto, è contrario all’eccesso di omologazione degli elementi di una monoposto. Non è nel DNA della Formula 1, vertice per ricerca tecnologica e sfida allo sviluppo.

Una possibile alternativa, nell’ottica di un congelamento degli investimenti in determinate aree, potrebbe essere in un sistema di pezzi “open source”. Ovvero, libero accesso e utilizzo delle specifiche progettuali prodotte dalle squadre su determinate parti della monoposto.

BIG FAVOREVOLI ALL'OPEN SOURCE

Nel week end di Sochi, sul tema si sono pronunciati James Allison, Laurent Mekies e Paul Monaghan: Mercedes, Ferrari e Red Bull.

Sembra possa essere una via percorribile, pur di rifuggire alla gabbia delle parti standard. È evidente come tempi di applicazione, efficacia, obiettivi e obbligatorietà siano molto diversi tra le due visioni.

“Red Bull sostiene la proposta open source. Servirà ragionare un po’ su quali pezzi inserire nell’elenco e quali escludere. Penso che protegga lo sport da ogni errore sulle componenti standard che potrebbe portarci nel 2021 con uno strascico di problemi e difficoltà. Siamo felici di partecipare a questa proposta”, ha spiegato Monaghan a ESPN.

L'OPEN SOURCE SUL PRODOTTO DI SERIE

Dalle corse all’industria automobilistica, il libero accesso ai brevetti è stato offerto da Toyota sui propri sistemi di elettrificazione, specie ibrido. Serve per dire della filosofia del “sistema”. I giapponesi hanno aperto al know how di ricerca degli ultimi decenni immaginando un punto di sviluppo tale da costituire, determinate soluzioni, lo stato dell'arte, lo standard per sistemi elettrificati. Know-how aperto, consulenza sullo sviluppo a pagamento.

LA CLASSIFICAZIONE DEI COMPONENTI

Su quali componenti possa funzionare il sistema in Formula 1 è da verificare. Certe aree semplicemente non possono essere considerate singolarmente, salvo perdere ogni efficacia.

Laurent Mekies ha aggiunto, alla posizione Red Bull: “Penso sia meglio che avere pezzi standard per le ragioni spiegate da Paul. É probabilmente un po’ più complicato trovare un altro modo di classificare i componenti delle monoposto”.

Dal regolamento che verrà stilato entro fine ottobre si avrà un quadro completo su quale grado di differenziazione, ancora, potranno conservare le monoposto del 2021, già con molte “aree di legalità” sulla veste aerodinamica, che vincoleranno le scelte dei progettisti. Un sistema open source sembra essere la via buona soprattutto per la competitività delle squadre di secondo piano.

EFFICACIA NEL TEMPO

“L’idea è piuttosto nuova e servirà parlarne un bel po’ per trasformarla da concetto a una realtà concreta, però penso valga la pensa esplorare la soluzione”, ha commentato James Allison.

“Ci vorrà molta pazienza, immaginiamo di arrivare al 2021, tutti progettano fino all’ultimo istante e poi diffondono le specifiche e vanno in pista, così non puoi startene seduto e aspettare che il progetto open source arrivi da un avversario. Nel tempo che ci vorrà perché venga diffuso sarebbe troppo tardi.

Si parla di un sistema che si svilupperà nel corso delle stagioni e un database di dati che porterà effettivamente ad avere il miglior design che filtra tra tutti i team e smette di essere un’area nella quale qualcuno vuole spendere soldi sullo sviluppo perché c’è già un buon design”.