Centesimi di secondo che incidono su due gare, quelli allo spegnimento dei semafori del GP del Giappone. A Vettel, lo scatto imperfetto costa la leadership della corsa e obbliga a un inseguimento nel quale la Ferrari della domenica di gara a Suzuka non poteva sfidare la Mercedes. Serviva fare corsa di testa per provare a tenere a bada chi, di passo sui 52 giri ha dimostrato averne di più.

Sbaglia anche Leclerc al via, distratto dal balzo di Seb quando ancora i 5 semafori erano sul rosso. E’ la fase in cui dovresti essere totalmente concentrato sul “tuo” semaforo, in un isolamento totale dalle mosse altrui.

MARCATURA SULLO SCATTO

Charles, nel dopogara, sul momento dello scatto ha approfondito:La partenza non è stata così cattiva, ma lo è stato il tempo di reazione, sono stato un po’ distratto quando ho visto Seb muoversi un po’”.

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Ed è un’analisi fatta a caldo anche da Mattia Binotto, a dire: “Peccato, la partenza ha compromesso il resto della gara. Sicuramente anche il nostro ritmo in gara come degrado gomme non era all’altezza di Mercedes ma, fossimo partiti davanti, ci saremmo potuti difendere.

Charles, una conseguenza di Sebastian immagino, non ho parlato con lui. Ha visto muoversi Seb, deve essersi distratto un attimo, ha perso il tempo di reazione.

GP Giappone, l'analisi: conta la gara, non le qualifiche

Poi, quando arrivi in curva 2, ti trovi nella mischia, le traiettorie sono tirate, più dell’episodio (l’incidente con Verstappen; ndr) guarderei al tempo di reazione”.

BENE A METÀ

Un errore di valutazione ammesso da Leclerc, ritrovatosi in sottosterzo e finito addosso alla Red Bull del pilota olandese in curva 2. Con Max ho commesso un errore, è chiaro. Ero all’interno, essendo dietro Seb e Lewis ho perso un po’ l’anteriore, solitamente devi prevedere certe cose e non l’ho fatto. Sì, colpa mia”.

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Una gara tutta in salita, che termina con un risultato insoddisfacente per quelle che erano le premesse della domenica “di qualifica”: “Il passo è stato buono, sì, però non abbiamo finalizzato in questo week end. Il sesto posto non è quello che volevamo né che meritava la squadra”.