Prima un programma che porti Robert Kubica all’azione in pista in altre categorie, nel 2020. Poi, la definizione di come, in Formula 1, il pilota polacco potrà continuare a respirarne l’aria. Haas, nelle vesti di pilota del simulatore, lo scenario del quale parla apertamente Guenther Steiner. Simulatore e non solo, con alcune puntate in pista, nelle prove libere del venerdì.

Il team principal Haas, in Messico, ha spiegato: “Stiamo parlando, si discute di un ruolo nel team come tester, visto che abbiamo bisogno ancora di sviluppare il simulatore. Siamo a un buon punto ma dobbiamo fare il prossimo passo.

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Di certo Kubica è uno dei piloti più qualificati per farlo, per questo motivo ne stiamo parlando”. Il 2020 sarà una stagione con l’attività in pista ridotta all’osso, al di fuori dei week end di gara. Due giorni in meno di test invernali, nessun test infracampionato, eccezion fatta per il programma di sviluppo delle gomme Pirelli 2021. Il simulatore avrà un’importanza sempre maggiore, come resterà importante il tempo trascorso in macchina nelle libere.

SIMULAZIONE E REALTÀ CONNESSI

Un Robert Kubica in Haas da pilota del simulatore avrebbe anche delle opportunità di girare durante le libere del venerdì mattina, conferma Steiner: “Per i piloti del simulatore è previsto per tutti del tempo trascorso in macchina, dovendo correlare il lavoro al simulatore con quanto fa la macchina, altrimenti non ha senso.

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Di certo avrebbe del tempo previsto al volante. Non posso dire ancora quanto, perché stiamo ancora discutendo e non c’è un accordo”.

GROSJEAN, BUON VISO NONOSTANTE TUTTO

L’idea che ai piloti titolari debba alternarsi Kubica in alcune sessioni di prove libere 1 non entusiasma Romain Grosjean.

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“Rinunciare ai venerdì mattina non è mai l’ideale. Dipende quali sono le tue ambizioni e in che posizione vuoi lottare. Non abbiamo mai visto una Ferrari, Mercedes o Red Bull rinunciare ai venerdì, perché vogliono lottare per vincere”, ha spiegato a RaceFans.net.

“Ogni sessione è importante. Se dovesse accadere, sarà come andrà; in termini di prestazione non è mai l’ideale. Specialmente con la riduzione dei test, Robert sarebbe un aiuto improvviso”.