Come abbiamo già spiegato precedentemente, il risultato di Nico Hulkenberg e Daniel Ricciardo a Suzuka è stato vanificato dalla squalifica imposta dai commissari Fia alla Renault, per via del sistema che variava il bilanciamento della frenata nel corso del giro. Un sistema che di per sé non violava il regolamento tecnico, in quanto erano adottate le normali componenti approvate, ma piuttosto quello sportivo in quanto si "sgravava" i piloti di un impegno, quello di variare manualmente tale bilanciamento ogni singola volta, e quindi gli si dava un aiuto supplementare non ammesso.

In Messico il team principal Cyril Abiteboul ha voluto sottolineare il fatto che il sistema fosse legale dal punto di vista tecnico e che non è servito a rendere più veloce la macchina. Anzi è saltato fuori che non solo era stato approvato dalla Fia (sempre dal punto di vista tecnico, è bene specificarlo) ma che veniva adottato già da parecchio tempo e non soltanto durante questo campionato.

Tra i chiarimenti Renault, anche quello per cui a insospettire la Racing Point non sarebbe stato il filmato, circolato anche su internet, in cui nel display sul volante si vede come il bilanciamento vari autonomamente, senza che i piloti agiscano sui relativi cursori. «Quel video nei test di Barcellona mostra un sistema legale, già conosciuto dalla Fia e confermato essere in ottemperanza del regolamento tecnico. Siccome non avevamo niente da nascondere in merito a questo sistema innovativo, non abbiamo nascosto niente», viene scritto in un comunicato Renault. Che prosegue: «Le informazioni riportate da Racing Point ed esposte dopo il GP del Giappone, sono state fornite da un ex-dipendente del Renault F1 Team ora in forza a Racing Point, e non solo da questo video».

Dunque, una "gola profonda" che ha rivelato segreti e "furbate"? In realtà la cosa si è svolta in modo molto meno aggressivo o bieco di quanto si potrebbe supporre in prima analisi. Infatti la questione è stata sollevata più che altro in seguito ai problemi di bilanciamento della frenata che avevano assillato soprattutto Sergio Perez in alcune gare precedenti. Quando il tecnico citato (e rimasto anonimo) è venuto a conoscenza della situazione una volta in Racing Point, ha naturalmente suggerito che il problema potesse essere risolto adottando lo stesso sistema di Renault.

A quel punto la Racing Point ha messo le mani avanti, per sicurezza, chiedendo ufficialmente alla Fia se potessero utilizzarlo in modo regolare. Solo che la risposta è stata negativa. Di conseguenza è stato quindi ovvio che alla prima occasione utile, cioè a Suzuka dove le Renault avevano concluso davanti, sia stato formulato il reclamo.

Paradossalmente la Fia ha confermato che tecnicamente il sistema non è irregolare, ma non ha potuto fermarsi lì appurata la violazione dal punto di vista del regolamento sportivo, facendo così scattare la sanzione. Se la Fia non ha "calcato la mano" è anche per aver ammesso in precedenza il sistema dal punto di vista tecnico, senza aver valutato in modo appropriato le altre implicazioni.

In ogni caso è pur vero che effettivamente si tratta solo di una "facilitazione" per i piloti e non di qualcosa che dà un reale vantaggio prestazionale, al di là dei ragionamenti sul fatto che i driver si possano concentrare di più sulla guida. Sorge poi il dubbio "da nostalgici" sul senso di imporre ai piloti di guidare pensando più a pulsanti e cursori che non a volante e pedali; un po' come se noi dovessimo guidare la nostra auto pensando continuamente a sintonizzare la radio e senza nemmeno l'aiuto dell'RDS… Ma resta il fatto che il regolamento è questo.