Due pit-stop dati pressoché certi, l’opzione di una tattica a un unico pit-stop possibile ma non contemplata tra le più veloci. Il Gran Premio del Messico ha regalato uno scenario strategico completamente diverso dalle previsioni fatte al sabato e, a pescare il jolly, è stata Mercedes.

Una carta che, la Ferrari, nelle condizioni di gara nelle quali si è trovata, non poteva giocare, secondo Mattia Binotto. “Pole stregata? No. Oggi siamo sicuramente dispiaciuti, partendo primi e secondi ci si aspetta qualcosa di diverso”, analizza a caldo, ai microfoni di Sky.

Ti aspetteresti una vittoria, che invece non arriva. Arriva un pit-stop di Leclerc, dalla testa della corsa, già al giro 15, risposta su un Albon terzo e su due soste, fermatosi al giro 14.

SCELTA MERCEDES FAVORITA DALLA POSIZIONE

Manca il successo e manca, grande assente, il degrado della mescola più dura. Il rendimento della gomma bianca ha garantito tempi competitivi e durata oltre le previsioni dei team. Ricciardo ha corso 50 tornate prima del cambio gomme, Verstappen 66. Hamilton, stop al giro 23, è stato supportato al meglio fino al traguardo dalla gomma bianca.

“Il ritmo era buono, non eravamo in inferiorità. Sapevamo sarebbe stata dura e tirata”, analizza Binotto. “Chi era dietro ha fatto una scommessa, di fermarsi molto presto e fare una sola sosta. È il tipo di scommessa che puoi fare quando sei dietro, non te la puoi permettere quando sei davanti. Bene per loro, meriti a loro, da parte nostra dispiaciuti per non aver portato a casa il risultato”.

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La scommessa, contro le stesse previsioni Pirelli, ha funzionato grazie a temperature dell’asfalto più elevate rispetto al venerdì e l’assenza di degrado della gomma dura.

NIENTE DEGRADO, NIENTE VANTAGGIO

“Non credo avessero qualcosa in più sul passo gara né che il traffico ci abbia fatto perdere, quel che cercavamo noi era di allungare il più possibile per avere un vantaggio di ritmo verso fine gara, se avessero degradato le gomme: non è capitato e credo sia la sorpresa di oggi, almeno per noi. Analizzeremo il comportamento diverso da quelle che erano le aspettative”, ha aggiunto Binotto.

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Che la gomma bianca avrebbe garantito costanza e tenuta fino al traguardo, in Mercedes hanno potuto osservarlo seguendo le gare di Ricciardo e di Verstappen, sulla stessa mescola di Lewis.

Quella che doveva essere la strategia più rapida, ovvero, due soste alternando media-media-dura, non ha pagato per nessuno dei piloti ad adottarla (Leclerc, Albon, Gasly, Kvyat, Sainz). La più lenta in assoluto sulla carta, gomma media-gomma dura, si è rivelata vincente e anche superando le finestre Pirelli (primo stop tra giro 26 e giro 30), visto il pit di Lewis al 23°.

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“La strategia a due stop era comunque buona, ma il secondo stint di Charles sulle medie non è stato eccezionale: dobbiamo capire perché. Inoltre ha anche perso tempo al pit-stop e tutto ciò gli ha reso più complicate le fasi finali di gara”, ha concluso il team principal Ferrari.