È durato appena 8 giri il GP degli Stati Uniti di Sebastian Vettel, pochi chilometri e tutti in salita. Le difficoltà sono iniziate subito: Seb, partito all’apparenza bene, ha perso posizioni su posizioni dopo la prima curva, scivolando fino in sesta posizione.

La sensazione è che la SF90 sia andata in crisi, incapace di mandare in temperatura le gomme e, senza grip, Vettel non è riuscito a difendersi. Gara compromessa, poi il colpo di grazia, con la sospensione posteriore destra che ha ceduto di schianto, costringendo Seb al ritiro.

“È stato molto difficile far funzionare la macchina - Ha detto Vettel intervistato da Sky - Non avevo grip nel primo giro e ho dovuto lasciar passare tante persone senza riuscire a resistere. Ho faticato tantissimo a far funzionare le gomme in percorrenza di curva, poi si è rotta la sospensione. Avevamo fatto tanti giri durante il weekend, senza mai avere problemi, non so cosa sia successo”. 

L'imputato principale, secondo le prime analisi della Ferrari, sembra essere stato il dissuasore all'esterno della curva 8. Interrogato sulla natura del cedimento e dei problemi allo start, Vettel ha concluso escludendo avarie al motore: “Non è stato il motore, credo che sia una questione strutturale della sospensione. La esamineremo e vedremo cosa sia potuto succedere, ma evidentemente qualcosa è andato storto”.