Ad Austin si è scritta la storia. Quella futura della Formula 1, con il varo del nuovo regolamento e quella presente: Hamilton è Campione del Mondo per la terza volta consecutiva, la sesta in carriera… A 11 anni e un giorno dalla conquista del suo primo Mondiale.

Superato Fangio, ora a Hammer non resta che provare a eguagliare e superare il mito della F1 moderna, Michael Schumacher.

Il Kaiser ha imposto il suo marchio sul Circus a suon di record, che sembravano inattaccabili, fino all’arrivo di questo Lewis e di questa Mercedes. 7 titoli e 91 GP vinti tra Benetton e Ferrari, non sembrano più una barriera invalicabile a chi ha appena vinto il sesto iride e vanta 83 successi in gara.

È una sensazione travolgente, se devo essere sincero - Ha dichiarato Hamilton - È stata una gara difficile, ieri è stata una giornata complicata e Valtteri ha fatto un lavoro fantastico. Oggi volevo soltanto rimontare per regalare questa doppietta al team, non pensavo che la tattica a una sosta fosse possibile, ma mi sono impegnato… Provo tante emozioni al momento, Voglio parlare con mia madre, con mio padre, con la mia matrigna, con mio padre adottivo e con tutte le persone che mi guardano da casa. È un onore essere qui e aver vinto questo titolo".

In fondo, a Hamilton sarebbe bastata una gara di gestione per portare a casa il titolo, ma: “Mio padre mi ha insegnato a non molare mai - Ha proseguito - è il motto della mia famiglia e ho spinto al massimo”.

Mancano due gare alla fine, eppure Hamilton non ha la minima intenzione di tirare i remi in barca. C’è ancora tanta voglia di vincere, a 34 anni, e con 6 titoli iridati in tasca: “Come atleta mi sento fresco come una rosa - Ha concluso - Non molleremo e continueremo a spingere anche nelle prossime gare”.