La gara ad Austin di Kevin Magnussen non è stata davvero fortunata, nonostante un buon avvio in cui aveva recuperato due posizioni rispetto alla 12esima di partenza. Il pilota danese si è accorto subito che in realtà il suo passo gara non gli avrebbe permesso di mantenere a lungo la posizione, e così dopo aver guadagnato un posto in occasione del ritiro di Vettel ha poi dovuto cedere agli attacchi di Raikkonen, Hulkenberg e Kvyat, continuando poi una gara cercando di limitare il più possibile i danni.

A impensierire Magnussen sono stati soprattutto i freni: «Ho avuto il pedale "lungo" per tutta la gara – ha spiegato poi – e ho chiesto al team di darci un'occhiata, ma non hanno trovato nulla. Le temperature non erano anomale, così ho proseguito. Ma alla fine un disco è esploso». Il problema è occorso al 53esimo giro, era 16°, quando arrivando alla staccata più impegnativa del Circuit of the Americas (quella alla fine del rettilineo più lungo, per affrontare curva 12) si è visto Kevin finire decisamente lungo, superando la pur ampia zona asfaltata dello spazio di fuga e terminando la sua corsa nella ghiaia.

«Told you», cioè "ve l'avevo detto", è stato lo sconsolato commento di Magnussen via radio, prima di sfilarsi dalla macchina. Le bandiere gialle esposte di conseguenza in quel punto hanno tra l'altro condizionato il duello tra Hamilton e Verstappen in corso a fine gara. «È stato qualcosa con il sistema frenante – ha confermato Günther Steiner, team principal Haas, nelle prime e finora uniche dichiarazioni a fine gara – e dovremo investigarne le cause non appena riavremo la macchina a disposizione. Non abbiamo avuto abbastanza prestazioni, cercheremo di ricavare qualcosa da tutto quello che è successo, per le ultime due gare».