Una lettera d’indirizzo tecnico arrivata in ritardo, solo lo scorso luglio, per chiedere a Pirelli lo sviluppo di gomme 2020 dalla più ampia finestra di funzionamento, meno soggette al surriscaldamento – un obiettivo al quale già la gamma 2019 ha risposto, sul composto C4 più morbido – e, novità, mescole dal basso degrado.

Il percorso di sviluppo si è concluso con i test supplementari condotti lo scorso ottobre, con Ferrari, Mercedes e Red Bull, per avere una validazione delle mescole e proporle ai team nel consueto test di Abu Dhabi. Austin ha rappresentato un momento anticipato, di presa di contatto con le caratteristiche delle gomme 2020. I piloti, nelle libere del venerdì, hanno potuto utilizzare due treni di gomme morbide C4 2020, i riscontri, tuttavia, sembrano lontani dall’essere positivi.

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I team principal hanno rilanciato le sensazioni dei piloti, prospettando l’ipotesi che, se i dati non indicheranno una chiara direzione verso gli obiettivi definiti nella lettera di indirizzo emessa dalla FIA, sarà meglio conservare le mescole 2019 anche nel 2020, piuttosto che rischiare una nuova incognita sul comportamento delle gomme.

VERIFICHE RINVIATE AD ABU DHABI

Mario Isola difende il lavoro portato avanti da Pirelli e spiega: "La rilevanza dei dati è stata ovviamente compromessa dal fatto che si è provata la gomma 2020 su macchina 2019, non ottimizzata per questa specifica di gomma, perlomeno ha consentito alle squadre di raccogliere delle informazioni in vista dell'ultimo test dell'anno ad Abu Dhabi".

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Chiede un giudizio completo dopo i test di Abu Dhabi, quando ci si potrà concentrare interamente sull’analisi della gomma e in condizioni climatiche migliori rispetto al gelo di Austin, viceversa con una tracciatura più interessante per mettere alla prova le gomme: “La pista era molto fredda, non abbiamo affrontato long run e la gomma nuova è stata progettata principalmente per ridurre il surriscaldamento, questo vuol dire essere più consistente sui long run ed è qualcosa che non puoi verificare in 5 giri”, ha spiegato a Motorsport.com.

DIETROFRONT 2020 VANIFICA UN ANNO DI SVILUPPO

L’idea, prospettata dai team principal, che si possa decidere per una conferma della gamma Pirelli 2019 anche nel 2020, non è irrealizzabile, tuttavia, il gommista lega la richiesta a precisi riscontri: “Nulla è impossibile, sebbene sia un po’ strano, viste le critiche mosse alle gomme 2019 a inizio stagione. Riversiamo tanto impegno nello sviluppo di qualcosa di nuovo. Se dovessimo tornare alle specifiche 2019 e le gomme nuove valutate negativamente, dobbiamo capire il perché.

Non possiamo testare per un anno, con risultati correlati da un test all’altro e poi all’improvviso avere un risultato del tutto diverso. Viceversa è una storia senza fine e non progrediremo mai”.