Tre gare favorevoli per caratteristiche, dalle quali, finora, Red Bull ha concretizzato con Max Verstappen solo a Austin, con un podio senza mai una chance per poter ambire alla vittoria.

Dopo il Messico e gli Stati Uniti, Interlagos si annuncia un altro passaggio del campionato per provare a essere protagonisti, perlomeno leggendo i risultati e le prestazioni espresse lo scorso anno.

Non arrivò la vittoria, quella che sembrava una pratica chiusa, al giro 44 del GP del Brasile ne aprì una nuova. L’incidente con Esteban Ocon, a volersi sdoppiare ed entrare in lotta con il leader della gara, il successivo contatto alla esse Senna: Max secondo, alle spalle di Hamilton. 

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“Penso avremo una buona opportunità in Brasile. L’anno scorso fummo molto competitivi in gara e avremmo vinto se non fosse stato per un doppiato. Non vedo l’ora di tornarci.

Dopo alcuni fine settimana difficili, le cose sono migliorate e spero di lottare per un podio in Brasile”, ha raccontato Max nel corso di un evento con lo sponsor Exact, in Olanda.

Austin positiva visti i danni

Sul risultato ottenuto a Austin, invece, dà una lettura diversa al terzo posto, alla luce dei danni rilevati al fondo della Red Bull e non solo sull’ala anteriore – senza contare l’intervento sull’ala posteriore prima del via –.

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“Immediatamente dopo la gara ero deluso per non aver potuto battagliare con le Mercedes, però una volta giù dalla macchina ho capito che mancava un’ampia parte del fondo, penso abbiamo fatto un buon lavoro.

Al giro 5 il team mi ha informato di un danno sull’ala anteriore, era appena una piccola crepa. Pensava fosse quello il problema, però l’ala non si muoveva e solitamente ti porta sottosterzo. Invece avevo problemi al retrotreno e abbiamo scoperto che devo aver colpito qualcosa al giro 5 o dev’essersi staccato.

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Di solito perdi tantissimo nel tempo sul giro, perché il bilanciamento è compromesso, quindi alla fine è stata una buona gara”.