Anche in una stagione non proprio da protagonista, Daniel Ricciardo il suo proverbiale sorriso non l’ha mai perso, nemmeno nei momenti più bui del suo primo anno in Renault.

Buon umore sfoggiato anche in Brasile, un po’ per carattere, ma soprattutto perché i punti pesanti portati a casa dagli Usa e dal Messico, hanno contribuito a dare fiducia e rasserenare l’ambiente in questo finale di stagione. Un'onda positiva da portare anche a Interlagos: chiudere bene la stagione, significa pensare al 2020 con molta meno ansia.

L’aspettativa è conservare lo slancio positivo - Ha detto Daniel - Abbiamo corso delle gare con buoni risultati, cosa che non sempre siamo riusciti a fare perché è stato un anno un po’ complicato da questo punto di vista per noi. Adesso abbiamo un momento positivo, non voglio dire che la posizione sia sicura in campionato però siamo nelle condizioni di conservare il quinto posto e vogliamo portare questa inerzia positiva in inverno, quando ci sarà da lavorare in fabbrica”.

La lotta è a centro gruppo

La monoposto è più competitiva, specialmente nel comportamento in gara, i piloti fanno meno fatica a centrare la Q3, ma vedere la McLaren, team cliente della Losanga, costantemente davanti non rende le cose facili: “Di domenica la monoposto sembra mostrare più efficienza e in qualifica abbiamo una buona striscia di top 10, ma non sempre abbiamo il passo per stare lì con la McLaren. Però più gare corro, più conosco meglio la macchina e commetto meno errori e tutto questo contribuisce ad aumentare il rendimento del pacchetto. Sono reduce da una buona striscia di gare, certo il 6° a Austin non è come stappare lo champagne sul podio ma va bene”.

Obiettivo podio

Gli ultimi due GP sono anche l’occasione per tracciare un bilancio del 2019. E visto come sta per concludersi, la domanda se la decisione di lasciare la Red Bull per abbracciare il progetto Renault sia stata quella giusta è d’obbligo: So che è stata una scelta che ha fatto discutere, ma ero entusiasta di poter ripartire da zero. In passato avevo sbagliato a fissare aspettative troppo alte e poi restare deluso. Quest’anno non avevo aspettative elevate, sapevo ci sarebbe voluto tempo. Mi aspetterò di più da me e dal team nel 2020, abbiamo imparato parecchio e non vedo la stagione come una da dimenticare. Quando ho firmato col team, l’obiettivo era andare a podio almeno una volta nel 2020, siamo lontani, ma è ciò a cui puntiamo. E lavorare bene d’inverno può fare la differenza tra una stagione e l’altra, come dimostrato dalla McLaren. Vogliamo avvicinarci ai primi tre e lottare con maggiore regolarità”.

Prospettiva 2021

Un occhio è al 2020 e uno al… 2021. È una data spartiacque non solo per il cambio regolamentare della F1, ma lo è soprattutto per Renault che dovrà decidere cosa fare. La Casa francese sarà l’unica a non avere team clienti, con il passaggio ufficiale di McLaren alla fornitura Mercedes, quindi ci sarà molto da discutere. E Ricciardo affronta lo spettro con il solito sorriso: "Sono ottimista, ho fiducia che la Renault possa continuare. Il morale è alto e penso le cose proseguiranno altrimenti non so cosa fare se dovessi cambiare carriera...".