Disastro Ferrari a Interlagos, anzi errore gravissimo di Vettel che, per riprendersi la posizione su Leclerc, ha innescato un incidente con il compagno di squadra che a Maranello costa due macchine ritirate.

È successo tutto in un finale di gara all’insegna del caos. Bottas, al giro 52, ha rotto il motore e parcheggiato la macchina in una innocua via di fuga. La direzione gara ha mandato in pista la safety car, due giri dopo, tenendola fuori fino alla tornata 60.

Vettel, terzo dietro Verstappen e Hamilton, ha gestito male la ripartenza, facendosi superare da un agguerrito Albon.

Da quel momento in poi, Seb ha iniziato a perdere la lucidità. Il tedesco, nei successivi 6 giri, ha provato a riprendersi la posizione sulla RB15 senza successo… Attacco che, invece è riuscito a Leclerc che, con gomme rosse più fresche, lo ha infilato deciso alla S di Senna.

Film già visto. Vettel ha risposto a un errore con un altro errore. All’attacco di Leclerc ha contrattaccato nel rettilineo successivo, ma nel chiudere la traiettoria al compagno ha provocato un contatto tra le monoposto con il risultato di mandare fuori entrambi.

“Credo che sia un peccato per la squadra - Ha raccontato a Sky - Credo che avremmo potuto ottenere un risultato migliore e l’avremmo meritato oggi.”

Poi, dal suo punto di vista, ha esposto la dinamica dell’incidente: “Evidentemente eravamo in lotta tra di noi alla chicane ed è stata una lotta aggressiva. Avevo più batteria di lui, tra le curve  due e tre pensavo di essere già davanti, non so perché ci siamo toccati, e questo ha concluso la gara di entrambi”.

Resta una domanda: perché, come si è visto dalle immagini, Seb ha deciso di spostarsi così tanto per chiudere lo spazio a Leclerc. “Io stavo andando dritto” la risposta del tedesco.

Il mondiale è andato da un pezzo, a Seb restava solo la caccia al terzo posto nella classifica piloti, che non vale nulla a livello di palmares, ma significa molto in termini di rapporti di forza in squadra per l’anno prossimo.

Con questo 0, Seb resta a 230 punti e dice definitivamente addio alle possibilità di aggancio a Verstappen che vola a quota 260.