Arriva la voce della proprietà sui fatti di Interlagos. Il fatto, meglio. La battaglia distruttiva in pista tra Vettel e Leclerc, che ha portato al ritiro di entrambe le Ferrari. Lesa l’immagine del Cavallino, lesi gli interessi. Mattia Binotto avrà ribadito il concetto dell’interesse supremo della squadra, sopra ogni altro personale. Il confronto a Maranello con entrambi.

Utilizza parole chiare, John Elkann, a margine dell’Investor Day di Exor per analizzare l'episodio di domenica scorsa. Il presidente della Ferrari commenta: "Quello che è successo domenica non solo mi ha fatto molto arrabbiare, ma ci ha fatto capire quanto è importante la Ferrari", riportano le agenzie.

Sterzi a parte: Ha torto Vettel e ora Binotto deve far capire a entrambi chi comanda

Non sono accettabili certi comportamenti dei piloti. Chiunque essi siano e per quanto bravi essi siano, non devono mai dimenticare che l'unico aspetto che conta è che la Ferrari vinca e su questo aspetto Binotto è molto chiaro".

Il presidente ha dedicato un passaggio anche ai risultati stagionali, in rosso naturale quando sfuma la conquista dei titoli iridati. La prestazione della Ferrari SF90 in qualifica ha rappresentato il punto di forza “inedito” se paragonato alle ultime stagioni. Uno stato di forma non sempre supportato da un rendimento allineato in gara.

Conversione pole-vittorie deficitaria

"Il numero delle pole position non era così alto dal 1970, purtroppo non siamo riusciti a convertire le pole in vittorie", ha aggiunto Elkann.

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In Bahrain è mancata la vittoria di Leclerc per un problema di affidabilità, in Austria per la rimonta di Verstappen, a Sochi per gli eventi innescati dal ritiro di Vettel e in Messico per una strategia migliore in gara attuata da Hamilton. Quanto a Vettel, in Canada la pole non si è trasformata in vittoria solo per decisione dei commissari sull'episodio controverso nel finale con Hamilton e, in Giappone, per un errore in partenza di Seb.