Persino Abu Dhabi è riuscita a offrire un briciolo di azione in più. Il Gran Premio di Francia al Paul Ricard è stato tra gli appuntamenti meno coinvolgenti (noiosi?) in assoluto della stagione appena conclusa, quanto a spettacolo offerto in pista. E all’orizzonte si prospettano interventi sulla tracciatura, per creare maggiori opportunità di sorpasso.

Eric Boullier, consulente dell’organizzazione del GP, ha discusso con Michael Masi le modifiche che potrebbero essere introdotte nell’attuale configurazione del Le Castellet destinata alla Formula 1. Al progetto avanzato dalla FOM Boullier ha replicato con un’analisi di quali interventi potrebbero essere introdotti senza snaturare l’essenza del tracciato.

La chicane resta

Due punti irrinunciabili saranno la piega di Signes e la contestata chicane che spezza in due il rettilineo del Mistral. Intervistato da Motorsport.com, Boullier ha spiegato come si potrebbe rallentare la variante e renderla più tortuosa. Di eliminarla non se ne parla nemmeno, perché il punto vale 10 mila posti a sedere in tribuna.

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Le modifiche più importanti potrebbero concentrarsi nel primo settore, cambiare il raggio di curva tra curva 1 e curva 4, creando un gran punto di staccata nel tentativo di favorire i sorpassi. Introdurre una terza zona DRS è un altro degli interventi sul quale FOM e organizzatori del GP di Francia discutono.

Zandvoort, la sopraelevata è realtà

Per un Paul Ricard a interrogarsi sul nuovo look c’è una Zandvoort dove i lavori procedono spediti e la sopraelevata Arie Luyendyk prende forma. I lavori sono condotti dalla VolkerWessels, mentre la nuova progettazione è stata seguita dallo Studio Dromo di Jarno Zaffelli, azienda italiana già intervenuta (con successo) nei recenti interventi di riasfaltatura a Silverstone e, prima ancora, nel modificare alcuni punti di Sepang.

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“Con queste modifiche, il circuito di Zandvoort diventa il più esigente e il più bel tracciato in Europa, forse nel mondo. Essendo io di Zandvoort, ma anche un tifoso del motorsport, questo mi rende orgoglioso”, ha commentato l’ex pilota Jan Lammers, difettando un po' di obiettività.

Una tracciatura che si preannuncia molto scorrevole e veloce, dalla simulazione presentata da Studio Dromo: “Abbiamo preso in considerazione il carattere speciale di Zandvoort e l’abbiamo mantenuto come meglio potevamo e anche rafforzato in alcuni punti, ha aggiunto Zaffelli.