Invidiata e contestata, esaminata a fondo su pressioni esercitate dagli avversari. La power unit Ferrari si è dimostrata essere il riferimento prestazionale nel 2019. Correva il dicembre di un anno fa quando Toto Wolff avvisava dei target rivisti da Mercedes sul motore, perché “abbiamo sentito che altri stanno facendo bene”.

Meglio di tutti ha lavorato la Ferrari, trovando una prestazione che vale, nei fatti, la palma di miglior motore visto sulla scena quest’anno. Un tema sul quale è tornato anche Lewis Hamilton, nel gala di premiazione della FIA, per rivolgersi direttamente a Jean Todt, alludendo ai “30 cavalli in più” sulla concorrenza trovati dalla Rossa.

Investimenti e risorse per recuperare

Mattia Binotto, a margine dell’incontro di Natale con la stampa, torna sul punto della power unit e delle insinuazioni sollevate dagli avversari. I controlli ripetuti, le direttive tecniche sollecitate da altre scuderie, per circoscrivere nel dettaglio i limiti di ciò che è ammesso e quanto vietato.

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E’ una Ferrari che fa paura, fronte motore. “Sì, perlomeno abbiamo dimostrato che sulla parte di motore siamo cresciuti”, dice a Raisport.

“Nel 2014 eravamo decisamente sotto, in quel momento credo abbiamo fatto solo elogi ai nostri avversari, non abbiamo mai insinuato illegalità o quant’altro. Ci siamo impegnati per migliorare, abbiamo investito soldi, risorse, energie, a oggi credo abbiamo il miglior motore”.

Una crescita evidente già nel 2018, concretizzatasi in superiorità nel 2019, amplificata dal concept aerodinamico della SF90. L’ultima direttiva tecnica della FIA, sollevata dai dubbi di Red Bull e Mercedes circa l’utilizzo del flussometro, produrrà nel 2020 l’installazione di un secondo misuratore del flusso di carburante al motore termico.

Una campagna di sospetti alimentata dai rivali e sfociata nelle dichiarazioni di Max Verstappen dopo Austin, del tutto ingiustificate nei modi e nel contenuto.

Binotto orgoglioso del lavoro dei tecnici motoristi, “mi auguro che gli altri reagiscano come abbiamo reagito noi, non insinuando ma lavorando duro per cercare di batterci”.

Power unit più controllata del 2019

I controlli sul sistema power unit, lo 062 Evo nel 2018 e lo 064 2019, non hanno mai rilevato un’irregolarità tecnica della Ferrari, né tantomeno le richieste di chiarimenti avanzate alla FIA da parte degli avversari si sono tradotte in formali proteste e verifiche sui campi di gara,

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"Siamo stati quest’anno la squadra, sul fronte power unit, più controllata in assoluto. Sia prima che dopo le direttive tecniche della FIA.

Quando uno ha un certo vantaggio competitivo, inevitabilmente gli avversari tendono a puntare il dito. Quindi credo fosse normale che siamo stati parecchio controllati, lo dicevo, prima e dopo. A tutti i controlli, ci siamo dimostrati di essere perfettamente legali. È un regolamento complesso in generale, un regolamento non facile a volte da interpretare", ha commentato Binotto.