Cosa chiedere al 2020 che sarà? Carlos Sainz guarda con realismo alla prossima stagione. Lo fa dopo un 2019 concluso da migliore tra i piloti del folto gruppo di metà schieramento. Ha centrato il primo podio in carriera - sebbene in condizioni di gara del tutto particolari - ha trovato una McLaren con la quale è riuscito a esprimersi al meglio.

Scalfire il dominio dei primi tre team non è un obiettivo possibile nel 2020. Così, confermarsi capofila “degli altri”, ridurre il distacco, provare a essere nella posizione giusta al momento giusto, per approfittare ancora delle chance che la stagione presenterà, sono le aspettative da coltivare. Farlo, riducendo il numero di ritiri, 7 quest'anno e 3 nelle prime gare.

Dal 2021 sarà tutto un altro capitolo, che Carlos non esclude di poter scrivere ancora in McLaren.

Difficile ripetersi

A Woking la ristrutturazione è stata profonda, di tecnici, figure manageriali e con risvolti sugli investimenti destinati al ritorno alla competitività e la vittoria. Dal nuovo simulatore alla galleria del vento, il team si sta attrezzando per essere di nuovo protagonista.

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“Il prossimo anno mi piacerebbe ripetere un podio. Finire sesto sarà complicato perché quest’anno ci sono state delle circostanze che mi hanno consentito di farlo (avvicendamento Gasly-Albon in Red Bull; ndr). Sarà molto difficile, realisticamente. Vorrei che arrivasse il primo podio della McLaren senza che siano gli altri a fermarsi, ma guadagnarlo per meriti propri. Sarà difficile ma ci proveremo.

È presto invece per parlare del 2021, non nascondo che sono molto contento di questo progetto, mi motiva e se l’anno prossimo vedrò proseguire la crescita mi motiverà ancora di più e non c’è ragione adesso per guardare altrove”.

McLaren non mette contro i piloti

A Woking ha trovato una relativa stabilità, con il contratto siglato lo scorso anno e in prospettiva su 2 stagioni, rinnovato nel 2019.

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Non manca di lanciare una frecciata al diverso ambiente respirato in casa Red Bull Racing rispetto all’attuale McLaren e commenta, nel corso di un evento con lo sponsor personale Estrella Galicia: “I miei primi 3 anni in Toro Rosso sono vissuti stagione dopo stagione, per vedere chi saliva in Red Bull o restava in Toro Rosso. Pur essendo state tre buone stagioni, non avevo la stabilità o un progetto a medio termine che ti motiva in quanto pilota.

Arrivano le sensazioni positive quando il team non ti mette in conflitto con il tuo compagno, ma per creare lo spirito di squadra, sai che sei in un ambiente unito nel quale tutti cercano di progredire. È quell’ambiente che crea un buon rapporto con il tuo compagno, la relazione con Lando è buona e questo aiuta molto”.

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Più facile, poi, scoprire la McLaren MCL34 e capire come sfruttarla, rispetto al passato Renault: “La McLaren non mi ha dato problemi, Renault me ne ha dati alcuni nel provare a capire. Non ho avuto mal di test nel periodo invernale e l’esperienza mi ha insegnato come tirare fuori gli ultimi decimi in qualifica con il passare delle gare. Più giri e più impari a ottenere gli ultimi 2 decimi”.