Lavori in dirittura d’arrivo ad Hanoi, dove il prossimo 5 aprile si correrà il primo GP del Vietnam di Formula 1. Il circuito di 5,6 km e 23 curve registra il completamento delle operazioni di asfaltatura e di realizzazione degli edifici della pitlane, ultima tra le opere a essere annunciata dagli organizzatori.

Si sviluppa su 300 metri la struttura in corsia box, comprende 3 piani e l’architettura è ispirata a due simboli della città di Hanoi: la Cittadella Imperiale di Thang Lang e il Padiglione della Costellazione della Letteratura.

La tracciatura ha subito nei mesi scorsi una variazione nel settore conclusivo, quello nel quale lo studio di Hermann Tilke ha avuto maggior libertà di intervento, rispetto ai vincoli dettati dal territorio e strade preesistenti. Modifiche che hanno interessato la penultima curva, trasformata da una veloce piega a sinistra in una più lenta in uscita dalle veloci esse.

Fiducia nelle simulazioni

Più volte, lo scorso anno, non sono mancate le voci critiche da parte dei piloti, in particolare Lewis Hamilton, sulla spettacolarità delle tracciature che la Formula 1 avrebbe incontrato nel 2020, segnatamente Zandvoort e Hanoi. Dubbi ovviamente allontanati dai responsabili della progettazione. 

“Siamo vincolati dalle strade di Hanoi, fondamentalmente i rettilinei, però attraverso gli strumenti di simulazione siamo stati in grado di tracciare la miglior pista possibile, non solo dalla prospettiva dei piloti ma anche per offrire molte opportunità di sorpasso.

Le simulazioni hanno mostrato come il circuito offrirà grandi gare e tanti sorpassi. Sarà difficile centrare un buon giro perché sarà molto facile commettere un errore, speriamo la sfida piaccia ai piloti”, ha commentato Carsten Tilke, direttore generale dello studio Tilke, responsabile insieme alla Divisione Motorsports F1.

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