La Formula 1 resta in una condizione di attesa, con un’indicazione: il Gran Premio di Cina, dovesse arrivare la richiesta del promoter di annullare la gara in programma il 19 aprile - a seguito delle disposizioni sanitarie nazionali sul coronavirus - si proverà a riposizionarlo in calendario.

È quanto ha rivelato Ross Brawn, mentre dallo Strategy Group tenutosi mercoledì non sono emerse ulteriori indicazioni dalla FIA.

L'importanza del mercato cinese

Il quadro attuale dice di una situazione a Shanghai nella quale un’organizzazione sportiva locale detta il rinvio delle manifestazioni finché non sarà cessata l'emergenza in atto. Formalmente, la FIA attende una richiesta avanzata dall’organizzatore dell’evento, pur monitorando la situazione attraverso la propria commissione medica. Inoltre, i voli da e per la Cina, da parte di numerosi vettori aerei, risultano sospesi.

“Dovesse esserci la probabilità che non si corra in aprile, il Gran Premio verrà rinviato. Lasceremo aperta un’opportunità per vedere se la gara può corrersi sul finire dell’anno. La Cina rappresenta un mercato in crescita, entusiasta, ci piacerebbe correre”, ha commentato Ross Brawn.

L’idea di un rinvio del week end di gara si scontra con un calendario fitto di appuntamenti e una volontà, espressa nel 2018, di non ripetere mai più il susseguirsi di tre GP in sequenza. Allora si verificò tra Francia, Austria e Gran Bretagna, tutti eventi dagli spostamenti relativamente brevi. 

Le alternative (difficili)

Immaginare un ricollocamento in calendario del GP di Cina nella seconda metà dell’anno, dove non si volesse renderlo chiusura stagionale – difficilmente credibile, visto il ruolo di Abu Dhabi, riconosciuto a suon di milioni di dollari -, inevitabilmente riproporrebbe una sequenza di almeno 4 Gran Premi molto ravvicinati.

Lo scenario critico appare tra Monza e Singapore, 14 giorni nei quali l’inserimento del GP di Cina vorrebbe dire correre ogni settimana da Spa a Sochi. Un posizionamento tra Suzuka e Austin, invece, ridurrebbe a “sole” 3 gare la sequenza: Suzuka, Shanghai, Austin. Questi, alcuni degli scenari alternativi.

“Proveremo a trovare una finestra su quando potrebbe corrersi la gara, verso fine anno. Appare molto difficile, stiamo aspettando che il promoter cinese e le autorità prendano la decisione finale. Hanno cancellato tutti gli eventi pubblici in marzo, è una situazione tragica e molto difficile, spero diventi chiaro cosa accadrà la prossima settimana o entro due”.

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