L’impegno dei tecnici nel realizzare una Ferrari SF1000 all’insegna di quella che potremmo definire “evoluzione estrema”, interpretando la parole di Mattia Binotto, dovrà sottoporsi al giudizio della pista, che darà la misura di quanto il divario che separava la Rossa da Mercedes sul finire della scorsa stagione si sia ridotto.

L’obiettivo è di trovarsi a contendere il titolo mondiale, una pressione naturale quando sei parte costitutiva della Formula 1 e ti chiami Ferrari.

La pressione ci unisce

“Tutti noi siamo ben consapevoli della grande responsabilità e chiaramente siamo molto concentrati sull’obiettivo finale: la vittoria. Credo che abbiamo il talento, la determinazione per poter trasformare in realtà queste ambizioni, sono le nostre ma anche le vostre ambizioni.

L'analisi della Ferrari SF1000

Con questa responsabilità abbiamo anche molta pressione. La gestiamo in modo positivo, il suo effetto è di unirci e ispirarci a fare sempre meglio. Vi posso garantire che siamo estremamente esigenti con noi stessi, molto più di chiunque altro”, sono state le parole dell’a.d. Louis Camilleri, il primo a intervenire sul palco di Reggio Emilia.

Della pianificazione 2021 e la sua cruciale importanza si è detto più volte, in casa Ferrari come nell’ambiente Mercedes: lo sforzo è titanico per garantirsi un vantaggio competitivo sul campionato che inizierà tra 12 mesi. E sarà un impegno di risorse economiche e umane, al quale Camilleri ha fatto riferimento.

Fiducia nella creatività 

“La prossima stagione sarà interessante, lunga; la concorrenza è dura, sarà un anno importante perché dovremo sviluppare in parallelo una vettura completamente nuova e in linea con il nuovo regolamento che entrerà in vigore nella stagione 2021.

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La squadra sarà molto molto impegnata, ho molta fiducia nei nostri uomini, donne, so che la loro creatività, disciplina e determinazione, l’etica del lavoro che hanno, rappresentano la caratteristica fondamentale della nostra azienda, che ci deriva dal nostro fondatore: Enzo Ferrari”.

Sguardo al futuro, Binotto la guida

Per avviare un ciclo vincente, costruire una squadra che torni a essere vincente, serve del tempo. La Ferrari della gestione Binotto prosegue la propria formazione e al team principal, Camilleri, ha manifestato a chiare lettere piena fiducia: “Non vogliamo concentrarci solo sulla prossima stagione o la prossima corsa, il tempo ci è nemico, pensateci: passiamo settimane, mesi per guadagnare un centesimo di secondo.

Siamo concentrati sul lungo termine, è ciò che sta facendo Mattia, ho grande rispetto per le sue capacità di leadership, il modo in cui guida la squadra, come promuove una cultura di squadra e sono fiducioso ci potrà guidare a grandi successi”.

La Ferrari è chiamata a interrompere quella che rischia di passare alla storia come un’era dominata ininterrottamente dalla Mercedes: l’era turbo-ibrida 2014-2020. Toto Wolff ha evidenziato come il team abbia intatta la fame di successo, una fame che non è certo da meno a Maranello, a digiuno di titoli iridati dal 2007.

La storia non intacca la fame di vittoria

E’ toccato al presidente John Elkann snocciolare numeri e garantire la “fame” del gruppo: “Se uno guarda i 70 anni di storia della Formula 1, sono stat 991 i gran premi dispuntati dalla Ferrari, di cui 238 vinti. Nonostante tutte queste vittorie, la fame di vittoria rimane enorme da parte di tutti.

Sappiamo quanto la competizione sia forte, però questo ha sempre dato alla Ferrari un gran senso di forza, di sfida, stimolo a fare meglio e fare di più. Sappiamo che tutto non si gioca in pista, si gioca anche fuori pista. Quando la Ferrari ha dato il massimo è proprio quando c’è stato lo spirito di essere Ferrari”