Aspettando il pronunciamento ufficiale della FIA, che non dovrebbe tardare ad arrivare, già nella giornata odierna, Chase Carey guarda allo scenario del coronavirus e l’impatto sullo svolgimento del Gran Premio di Cina, il prossimo 19 aprile.

Si va verso il rinvio di data, con alte probabilità che possa diventare un depennamento definitivo dal calendario, stante la problematica gestione di una fitta sequenza di gare al ritorno dopo lo stop estivo. I team hanno espresso una posizione contraria a ridurre il break estivo tra GP d’Ungheria e GP del Belgio, resta da valutare la fattibilità di un inserimento del GP di Shanghai tra la gara di Interlagos e il finale di Abu Dhabi, o tra Suzuka e Austin. Tutte opzioni al limite della praticabilità.

Rinvio una concreta opzione

Di più: c'è l’incertezza legata alle tempistiche di gestione dell’epidemia, il completo rientro dell’emergenza, finora fronteggiata con misure essenzialmente legate all’isolamento dalle aree maggiormente colpite.

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“I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno a quanti sono stati colpiti in Cina e riconosciamo l’importanza dei fatti. Riconosciamo come questo crei incertezza sulla possibilità di ospitare un evento in Cina.

Attenderemo ulteriori istruzioni dal paese ma riconosciamo, senza dubbio, che esiste una significativa possibilità, se non la probabilità, che l’evento venga rinviato”, ha commentato Chase Carey, a Sky Sports News.

Le difficoltà di un posizionamento diverso

Il carico di incognite fa presupporre che, se rinvio sarà, in assenza di un'indicazione di massima sulla data alternativa di svolgimento del GP, avrà tutti i connotati di una cancellazione di fatto. In merito alla riprogrammazione, Carey ha proseguito: “Parte della sfida è legata al fatto di non conoscere davvero l’orizzonte temporale, è difficile dire quale tempistica può funzionare.

Abbiamo chiaramente un calendario pieno di impegni e non è facile riprogrammare il Gran Premio in una fase successiva, quando manca solo un mese alla prima gara.

La Cina è un partner molto importante, siamo eccitati dalla crescita che ha sviluppato la collaborazione, tuttavia, ancora una volta, riconosciamo quale sia la cosa principale e in assoluto più importante (la tutela della salute del Circus e del pubblico; ndr). Lavoreremo con i nostri partner cinesi per provare e vedere, quando ne sapremo di più, quali opzioni ci siano”.

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