Gli interrogativi, al momento, in casa Mercedes sono legati essenzialmente a una power unit apparsa un po’ fragile, in casa Williams e sulla W11, costringendo Hamilton a una chiusura anticipata del lavoro nella seconda giornata di test, causa una perdita di pressione dell’olio e conseguente stop della power unit, “in protezione”.

Velocità e prestazione non sono certo oggetto di dubbi, verso Melbourne si va con la W11 necessariamente favorita. Più cauto nel valutare lo stato di forma dopo una sessione e mezza di test invernali è apparso Toto Wolff.

Ferrari ha 1 secondo di power unit

“Dobbiamo essere prudenti, l’anno scorso la Ferrari era molto forte ai primi test e poi in Australia abbiamo vinto noi. Dobbiamo guardare domani, l’ultimo test, per vedere tempi veloci, meno benzina e motore più potente. La prima vera prova sarà a Melbourne, vedremo lì la verità”, spiega intervistato da Sky Sport.

Ieri, Mattia Binotto ha replicato alla convinzione espressa da Wolff di una Ferrari che nel corso dei primi test ha girato con un motore molto al di sotto del vero potenziale, negando tale scenario.

Vettel: SF1000 è un passo in avanti

Wolff torna sul punto e, osservando gli avversari, approfondisce: “E’ sempre pericoloso analizzare i test, l’anno scorso la Ferrari era molto veloce, tutti avevano pronosticato favorita per il campionato. Il test è sempre difficile da analizzare, la Ferrari è più pesante, penso che dal motore c’è 1 secondo sicuro più veloce. La vedo abbastanza forte.

Anche Red Bull è veloce, un po’ più della Ferrari, la Red Bull non gioca con la benzina, è un livello più facile da analizzare e capire cos’è successo. Crediamo che possa essere un po’ più forte della Ferrari ma vedremo a Melbourne”.

W11 migliore sulle curve veloci

Il progetto W11 si è preso la scena non per una sola innovazione, il DAS la più chiacchierata, ma per una radicale evoluzione di concetti che, solitamente, da una posizione vincente come quella del team dominatore dell’era turbo ibrida, difficilmente immagineresti.

Riporta il feeling di Hamilton e Bottas, “è un’evoluzione che funziona bene, una macchina che a loro piace. Più forte sulle curve veloci, una cosa che non ha funzionato tanto l’anno scorso, uguale nel lento. Un po’ più bilanciata”.

Inevitabile, poi, provare a capirne di più del percorso che ha portato a installare il DAS. Un’idea coltivata dalla Ferrari anni fa, salvo non approfondire il progetto per i dubbi circa la sua conformità al regolamento.

Wolff ripercorre le tappe del DAS, abbiamo iniziato a pensarci 3 anni fa, è uno sviluppo che in quest’ultima versione abbiamo da un anno. Il primo prototipo 6 mesi fa. Lo sviluppo è avvenuto dal gruppo di progettisti, non è un solo genio, sono molte persone con buone idee, è sempre la collaborazione di tutta la squadra.

Ancora è in fase di sviluppo, proviamo a capire se c’è un effetto positivo, non è qualcosa che dà un secondo, si tratta di una piccola cosa ma tante piccole cose fanno la differenza. Non vediamo ancora l’effetto che speriamo, può essere anche una questione di pista”.

Coronavirus, tutto a rischio

Restano 8 ore di test, di attività in pista, prima di impacchettare tutto e spedire il materiale alla volta di Melbourne, prima tappa di un campionato colmo di interrogativi sulle prime gare, causa coronavirus: Australia, Bahrain, Vietnam. A Barcellona, i team discuteranno con Chase Carey in serata, per capire la gestione della logistica, le difficoltà all’accesso in questi Paesi per il personale proveniente da zone e Paesi interessati dalla diffusione del virus.

Wolff, in merito, ha commentato: “Una settimana fa era tutto normale, dopo la comparsa in Italia e altri Paesi la situazione è totalmente diversa. Penso che cambi molto in una settimana, questi eventi sportivi, con molte persone, penso siamo a rischio”.