Ha i contorni dell’ultimatum, quello posto dai team saliti sulle barricate per contestare l’accordo privato raggiunto dalla FIA con la Ferrari. E ha anche una data, martedì 10 marzo. Helmut Marko rivela la scadenza posta nella seconda lettera indirizzata alla Federazione, con la quale soprattutto si chiede un approfondimento sul perché la FIA abbia ritenuto di non avere gli strumenti per dimostrare una oggettiva violazione delle norme.

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Il punto è centrale, interessando il ruolo stesso dell’organo di governo quale garante del rispetto delle normative.

“Finora c’è stata solo una lettera dal Consiglio mondiale della FIA che non è soffisfacente. Nella nostra lettera abbiamo chiesto alla FIA di rispondere adeguatamente. Abbiamo fissato una determinata data limite, poi la storia proseguirà.

Nelle vesti di gestore di un team non puoi accettare che venga rilevata un’irregolarità ma si risolva relativamente senza danni. Il nostro tempo massimo scade domani (oggi, 10 marzo; ndr)”, spiega Helmut Marko a Speedweek.

Diritti contrapposti, trasparenza e segreti

Il desiderio dei team è di approfondire ogni particolare della vicenda legata all’analisi della power unit Ferrari 2019 e, al di là delle legittime esigenze di trasparenza richieste nell’operato della FIA, non sono da sottovalutare altri diritti, di tutela dei segreti industriali, da salvaguardare posta la mancanza di elementi per giudicare la power unit non conforme ai regolamenti. 

E’ il ruolo di una Federazione, essere garante di interessi contrapposti, non meno importante il diritto della Ferrari a non dover svelare, “aprire le porte” del proprio reparto tecnico e delle soluzioni sviluppate, agli avversari.

“Cos’è stato trovato alla Ferrari? È chiaro che sono state riscontrate delle irregolarità, solo quando avremo queste informazioni potremo dire dei passi successivi. Le 7 squadre sono dell’opinione che la FIA sia obbligata ad annunciare il contenuto dell’accordo con la Ferrari, nello spirito dello sport. Appena avremo questa risposta la storia continuerà. Al momento non è arrivata e il termine ultimo è domani (10 marzo; ndr)”, approfondisce Marko.

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