Il clima da primo giorno di scuola, tipico del fine settimana di Melbourne, stavolta non c'è. Ha lasciato spazio ad una silenziosa inquietudine che aleggia in un paddock australiano mai così tetro, sebbene il Circus voglia quantomeno trasmettere un'immagine di serenità. Ma tutte le precauzioni possibili, come l'annullamento della sessione degli autografi e gli addetti ai lavori costretti a stare distanti dai piloti, non riescono a mascherare completamente le preoccupazioni legate al coronavirus.

Che parli la pista

Gli antichi romani dicevano “panem et circenses” per indicare le basse aspirazioni delle plebe. Oggi però “il pane ed i giochi circensi” potrebbero essere un diversivo per distrarci un attimo, pensare ad altro e goderci un momento di serenità in dei giorni tutt'altro che piacevoli.

Che parli la pista allora, anche se non ci sarà l'emozione tipica di ogni inizio di mondiale. Pista che ci deve delle spiegazioni dopo dei test non troppo convincenti, almeno per quanto riguarda i valori in campo: Mercedes davanti a tutti e va bene, ma le W11 non si sono dimostrate dei carri armati in fatto di affidabilità e qualche preoccupazione ce l'hanno anche loro, pur rimanendo, a meno di sorprese, le favorite numero uno per il Gran Premio d'Australia.

Red Bull e Ferrari si spartiranno il ruolo di principale antagonista, e mentre il Cavallino è alle prese con critiche per il motore e prestazioni apparentemente non all'altezza, la squadra di Milton Keynes si candida forte ad un ruolo da protagonista: nei giorni dei test il team di Christhian Horner non si è nascosto troppo a parole e per loro riuscire a vincere il titolo con Max Verstappen non è utopia, ma un chiaro obbiettivo. Riuscendoci, Max diverrebbe il pilota più giovane di sempre a vincere il titolo, battendo il record appartenente a Sebastian Vettel. Stesso discorso per Leclerc, anche lui ancora in tempo per superare questo primato di precocità.

Enigma Ferrari

Il pessimista dice che ormai è meglio puntare tutto sul 2021, l'ottimista dice invece che la Ferrari dei test è stata troppo brutta per essere vera, scegliendo magari di dare volutamente poco credito alle parole di un Binotto che a fine prove invernali parlava di un Cavallino non in grado di competere per il successo all'Albert Park.

La verità ce la dirà la pista, nella fattispecie un tracciato sul quale la Rossa l'anno scorso andò decisamente male, prendendosi sette decimi in qualifica con la prima vettura e terminando la corsa con praticamente un minuto di distacco. La tipologia della pista che non si sposava affatto con le caratteristiche della SF90, dovrebbe invece favorire un po' di più la SF1000, che sostanzialmente non si è comportata malissimo nelle simulazioni di gara a Barcellona ma che ha al tempo stesso dimostrato di avere alcuni difetti non banali, come l'eccessivo drag in rettilineo ed una certa tendenza a soffrire di sottosterzo in alcune curve.

Il progetto 2020 si base su una filosofia diversa e quindi può anche essere normale avere bisogno di tempo per mettere tutte le cose a posto sull'auto, perché il mondiale, coronavirus permettendo, non finisce a Melbourne: quindi per la Ferrari, più che vincere, servirà convincere nel primo appuntamento stagionale.

Racing Point quarta forza?

Di ancor più difficile interpretazione nei test è stata la lotta a centro gruppo, ormai già da qualche stagione molto serrata. La Racing Point al Montmelò ha monopolizzato l'attenzione sia per le prestazioni che per la somiglianza praticamente assoluta con la Mercedes W10 del 2019, con la squadra di Stroll senior che non si è nascosta nelle dichiarazioni.

Sembrano loro al momento la quarta forza del campionato, sebbene le sensazioni spagnole vadano poi confermate in Australia. McLaren e Renault sono in agguato, così come non sono da escludere AlphaTauri ed Alfa Romeo. Apparentemente più staccate Haas ed una comunque rediviva Williams, ma trattandosi della prima gara dell'anno le sorprese non sono da escludere.

GP Australia, orari TV