Più che di una pausa invernale, ormai sarebbe meglio parlare di lungo letargo. Colpa di un imprevedibile nemico, conosciuto come Covid-19 o Coronavirus, che ha colpito senza distinzioni di razza e territorio, imponendo anche alla Formula 1 una rivisitazione del calendario come mai era accaduto prima.

Lunga pausa

Il Gran Premio di Abu Dhabi dello scorso 1 dicembre resterà l'ultimo per molto tempo, dato l'annullamento degli appuntamenti di Australia, Bahrain, Vietnam e Cina, con l'Olanda e la Spagna che sembrano destinate, se non a saltare del tutto, quantomeno ad essere notevolmente positicipate. Non è infatti da escludere che la F1 sia costretta a fare un tuffo nella storia riproponendo l'inizio del campionato a fine maggio a Monaco, come accaduto già cinque volte nelle 70 edizioni del mondiale sin qui disputate: fu così nel '59, nel '61, nel '63, nel '64 e nel '66.

Bahrain e Vietnam rinviati, si parte a fine maggio?

Si inizia in primavera?

L'inizio di stagione a primavera inoltrata non è come detto da escludere, ma oltre a questo viene da chiedersi che cosa faranno i piloti e le squadre in questo periodo di stop alle gare insolitamente prolungato. Si può dire che grosso modo le scuderie saranno al lavoro come avvenuto sin da dicembre e con alcuni dati a disposizione in più, quelli raccolti nei test di Barcellona. I piloti continueranno ad allenarsi insieme ai loro preparatori atletici, magari buttando giù una tabella con cui farsi trovare pronti per i primi di maggio nel caso di dovesse per qualche motivo riuscire a correre a Zandvoort. Le squadre invece si getteranno, fabbriche aperte permettendo, nella solita corsa contro il tempo per ritrovarsi con le vetture nella miglior configurazione possibile per l'inizio delle ostilità, con delle monoposto che saranno sicuramente diverse rispetto a quelle viste a Barcellona, perché praticamente tutti opteranno per portare già qualche evoluzione tecnica sulle proprie auto.

GP di Australia: cosa dicono i piloti

Tanto lavoro in fabbrica

Ingegneri quindi a testa bassa sui computer e sui dati provenienti da banco prova e galleria del vento, con la consapevolezza che il tempo a disposizioni non deve essere sprecato, per curare i punti deboli delle rispettive vetture emersi in fase di prove invernali e fare già qualche passo avanti nello sviluppo. Difficile immaginare qualcuno che si getti già a capofitto sul progetto 2021 senza aver corso neanche una corsa del 2020, ma saranno valutazioni comunque da fare, perché ciò che è certo è che i programmi per il 2021 sono già avviati, resta da capire quando concentrarvisi al 100% abbandonando la macchina attuale.

Motori accesi a Montecarlo

Scenari nuovi dunque in una Formula 1 che fino all'ultimo ha provato a correre in Australia, salvo rendersi conto, probabilmente troppo tardi, che i guai del Coronavirus sono seri, meglio non scherzarci troppo. Questo inizio di mondiale non s'ha da fare, arrivederci, forse, a Montecarlo.