Non è un bel momento per l'Italia. L'avvento del Coronavirus ha messo il nostro paese a dura prova sotto tanti punti di vista, non solo per quanto riguarda quello sanitario, ma anche quello organizzativo, politico, sociale, economico e per certi versi anche culturale. In questo senso, fa piacere notare come i cittadini abbiano trovato la forza e la voglia di esprimersi solidarietà a vicenda, per remare tutti in un'unica direzione. L'hashtag #orgoglioitaliano fa tendenza sui social, ed in questo lo sport, che notoriamente unisce, sta facendo la sua parte.

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Le più belle imprese tricolori

In questo dobbiamo metterci del nostro, rispolverando quei frammenti di storia in cui il tricolore nel mondo delle corse è andato alla ribalta. Con la Ferrari certo, ma anche con i tanti piloti che, pur non riuscendo ad emulare Alberto Ascari, ad oggi primo ed ultimo campione del mondo italiano in F1, sono riusciti a vincere almeno una corsa, dando lustro alla pattuglia italiana di piloti vincenti nella massima espressione dell'automobilismo.

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Una delle imprese più belle nel passato recente da parte di un pilota italiano è quella di Giancarlo Fisichella, che 15 anni fa colorava di azzurro l'alba italiana. Era il 6 marzo ed a Melbourne il romano riusciva ad imporsi nella prima gara dell'anno al termine di un fine settimana magistrale, dove era riuscito a mettere a segno anche la pole position. Fu un week-end atipico quello che aprì le danze della stagione 2005, con l'invincibile Ferrari degli anni passati al via del campionato con qualche preoccupazione che il fine settimana dell'Albert Park dimostrò fondata.

In delle qualifiche caratterizzate dalla pioggia, Fisichella riuscì a mettere la sua Renault in pole position davanti alla Toyota di Jarno Trulli, in una prima fila tutta italiana. Se per Jarno però le cose non andarono bene nella gara della domenica per via di una strategia errata, lo stesso non si può dire per Giancarlo, che invece condusse sempre con grande autorità la corsa, gestendo i delicati momenti dei pit-stop e contenendo le rimonte di Barrichello e del compagno di squadra Alonso, poi con lui sul podio dopo la bandiera a scacchi.

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Per Giancarlo quella si trattò della seconda vittoria in carriera, la prima festeggiata direttamente sul gradino più alto podio: nella precedente occasione, due anni prima in Brasile, il successo gli fu riconosciuto solo a tavolino qualche giorno dopo quella gara pazza. Dopo la tappa di Melbourne Giancarlo si ritroverà per la prima ed unica volta in carriera in testa al mondiale, cosa che da allora non è più accaduta per un pilota italiano.