La vicenda del Coronavirus e la conseguente cancellazione del Gran Premio d'Australia hanno messo un po' in ombra quello che era il vero tema caldo alla vigilia del mondiale, ovvero la lettera di sette team spedita alla Fia per chiedere chiarimenti riguardo l'accordo firmato dalla stessa Federazione e dalla Ferrari.


Il documento pubblicato dalla Fia infatti aveva fatto discutere, con le avversarie del Cavallino, ad eccezione dei suoi motorizzati, ovvero Haas ed Alfa Romeo-Sauber, che non avevano nascosto il loro disappunto promettendo battaglia. Il fronte però ha già iniziato a sciogliersi, come ha confermato Helmut Marko in un'intervista rilasciata ad Auto Motor und Sport :"La Mercedes si è ritirata dalla protesta in poco tempo, ed a noi questo provoca amarezza. Non possiamo permettere che la vicenda termini in un nulla di fatto, ci sono dei soldi legati ai premi di fine campionato, e chiudere al 2° o 3° posto nel campionato Costruttori fa una gran differenza, perché ci sono in ballo 20 milioni di dollari ed un bonus ai nostri dipendenti".


A quanto pare, la Mercedes si è tirata indietro in seguito ad una telefonata tra il presidente della Ferrari John Elkann e Ola Kallenius, amministratore delegato della Daimler. Sul fronte della casa della Stella a tre punte dunque per la Ferrari non dovrebbero esserci più attacchi, cosa che invece molto probabilmente non accadrà da parte della Red Bull, decisa a continuare questa battaglia legale

Questa F1 deve farsi l'esame di coscienza