Spesso e volentieri, il Gran Premio di Monaco è una roulette. Chiedere a Riccardo Patrese nel 1982, oppure ad Olivier Panis nel 1996. Numeri che escono fuori da una mano fortunata, ma sebbene la casualità tra i muretti di Montecarlo possa fare spesso la sua parte, di fronte ad un giocatore che sa giocare le sue carte c'è ben poco da fare. In questo caso chiedere a Jarno Trulli ed alla fantastica edizione del 2004, quando Jarno ebbe il gran merito di far uscire dalla roulette il numero 7 della sua Renault giallo-azzurra.

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Una storia nella storia

Il 2004 è una stagione targata Ferrari, con Schumi che cala il settebello e la Rossa che porta a casa ben 15 gare su 18. A Monaco però il rosso è opaco, ed a brillare è la stella di Jarno Trulli, alla sua prima ed unica affermazione in carriera. Raccontarla così sembra facile, ma quel fine settimana merita di essere rivissuto tutto da capo, perché ben più intenso di quanto ci si possa ricordare. Con una Renault R24 formidabile sulla strade del Principato, solida soprattutto al posteriore con una trazione da paura, impazza la sfida interna tra Trulli ed il suo compagno di squadra Alonso, allora non ancora 23enne: Fernando è il pupillo di casa, l'uomo del futuro Renault. Tutta la squadra tifa per lui, compreso Flavio Briatore, manager dello spagnolo ma anche di Trulli, in quelle settimane schiacciato da un peso psicologico non indifferente: l'abruzzese sta trattando il rinnovo in una squadra che gli ha già fatto capire di preferire Alonso, Briatore compreso, con Flavio alle prese con un conflitto di interessi non indifferente, perché è sì manager di Jarno ma pure capo della squadra con cui il pilota di Pescare si ritrova a trattare, nonché, come già detto, uomo che ha in mano la carriera di Alonso, l'uomo che Trulli, con le sue ottime prestazioni di inizio stagione, rischia di mettere in ombra. In una situazione del genere, a Jarno non resta che una cosa da fare: affidarsi al suo piede destro.

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Una Montecarlo di fuoco

La temperatura in casa Renault dunque è elevata, soprattutto dopo le qualifiche, dove l'italiano mette a segno una strepitosa pole risultando quattro decimi più rapido di Button ed Alonso. Situazione ancora più calda alla prima curva, quando Fernando passa Button al via mettendosi subito all'inseguimento del compagno. Inizia una sfida a colpi di giri veloci, con Jarno che ha bisogno di crearsi un cuscinetto di vantaggio: sa bene che lo spagnolo ha più benzina di lui e che avrà a disposizione due giri a serbatoi vuoti per provare a passarlo al pit-stop. Nella prima sosta Jarno si difende, allungando addirittura nei confronti di Fernando, il quale comunque potrà riprovarci in occasione della seconda fermata, perché ancora una volta si ritrova con qualche litro di benzina in più. Alla seconda sosta però Fernando non ci arriverà, perché nel tentativo di provare a ricucire il distacco approfittando dei doppiati, si fa prendere dalla foga e si schianta sotto al tunnel. Il secondo pit-stop Trulli lo effettua dunque con un pizzico di tranquillità in più, ritrovandosi momentaneamente terzo dietro a Schumacher e Montoya, che ancora non si sono fermati: i due però si tolgono di mezzo da soli scontrandosi sotto al tunnel sempre in regime di safety car. Jarno se la ride, tra lui e la vittoria c'è solo Button, minaccioso alle sue spalle nelle battute finali di una gara che vedrà comunque il pilota Renault davanti a tutti sul traguardo.

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L'inizio della fine in Renault

Una vittoria strepitosa, che però, paradossalmente, agita ancora di più la Renault: basti pensare che Briatore, nel salutarlo a fine gara, sussurrerà all'orecchio di Jarno: "Oggi sei stato fortunato, senza l'incidente avrebbe vinto Fernando". Trulli capisce che per lui non c'è più posto, ed a fine anno firmerà per la Toyota. Nonostante questo, Monaco 2004 resta una favola a tinte tricolori strepitosa, nell'ultima occasione in cui un italiano è riuscito a sbancare la roulette monegasca.