Un tuffo un paio di ere fa, nella Formula 1 di fine anni Ottanta, poi verso i Novanta e traghettata nei Duemila. Flavio Briatore, Enstone dalla Benetton all’ultimo capitolo Renault. Una chiacchierata ai microfoni di Beyond The Grid, podcast della F1, per raccontare aneddoti e rapporti all’interno del Circus.

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Raccontare l’importanza dell’essere un manager nel senso puro del termine, un gestore, anzitutto di persone. Applicare a un team di F1 un modello di business e renderlo vincente, da una prospettiva diversissima, ad esempio, dai Frank Williams e dai Ron Dennis.

L'arroganza di Ron Dennis

Racconta l’”accoglienza” riservata all’arrivo nel Circus, “Ricordo Ron Dennis parlare sempre con ‘tu non capisci, tu non capisci’. Ron è stato l’unico in F1, spesso abbiamo parlato con Frank (Williams; ndr) in Benetton di aspetti commerciali, sport, spettacolo. L’avvicinare la macchine, renderle più simile tra loro e spostare la battaglia tra i piloti, che è ciò che vuole vedere il pubblico. Con tutti si parlava, con Frank, Vijai, solo Ron.

Ron al tempo era una persona molto arrogante, non so oggi. Molto molto arrogante, si sentiva superiore, non lo era. È uno arrivato nel posto giusto al momento giusto, ha costruito la McLaren e merito a lui. Aveva molti più soldi di chiunque altro, solo la Ferrari era vicina.

Quel che Ron non capiva era come il lavoro fosse nella gestione delle persone. La Formula 1 è un prototipo, dissi a Luciano Benetton, è un prodotto che devi accertarti che sia veloce, non è una macchina affatto, è qualcosa di unico”.

Il rapporto con Brawn

Differenze gestionali del proprio metodo che Briatore spiega raccontando: “Penso che le persone abbiano realizzato che avessi competenze gestionali del tutto diverse e ricordo Ross Brawn dirmi, mi piace lavorare con te perché hai modi completamente diversi.

Ci fu un momento in cui avevamo più sponsor nel team. Ricordo una volta entrò Pat Symonds in ufficio e mi disse degli adesivi, per gli ingegneri rendevano la macchina pesante. Gli dissi ok, togliete gli adesivi e non abbiamo i soldi per correre: scegliete, macchina con gli adesivi o macchina senza e non correte, ditemi cosa preferite. Avevamo un team molto forte”.

Ferrari, che errore con Leclerc

Nel podcast, poi, l'ex team manager ha proseguito parlando dell'impatto di Leclecr al suo primo anno in Ferrai. Per Briatore, il team di Maranello è stato troppo conservativo, aspettando un anno di troppo per portare il giovane monegasco sulla Rossa: "Se fossi stato in Ferrari, l'avrei preso subito al posto di Raikkonen, com Kmi si sa che non vincerai mai nulla. Avrei preso questo rischio, Charles va fortissimo, è giovane, ha due gran palle e lo sta dimostrando ".

Poi, conclude paragonandolo a Verstappen: "E' troppo presto per giudicare Leclerc, mentre Verstappen è incredibile, un gladiatore per come supera e combatte". 

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