Ricordate la vittoria di Jarno Trulli a Montecarlo 2004? E' stato grazie all'abruzzese che i piloti italiani hanno chiuso un digiuno che durava sulle strade del Principato da addirittura 22 anni, da quando cioè Riccardo Patrese, in uno dei Gp di Monaco più pazzi di sempre, era riuscito a mettere la sua Brabham davanti a tutti.

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Una stagione particolare

Raccontare la stagione 1982 non è affatto facile, perché si mescolano sensazioni contrastanti: anno totalmente imprevedibile e dunque sportivamente spettacolare, ma umanamente tragico per le morti di Gilles Villenueve e Riccardo Paletti, oltre all'incidente nelle qualifiche in Germania di Pironi, dopo il quale il francese non ha più potuto correre in F1. Che sia una stagione del tutto particolare lo si capisce già dalle prime corse dell'anno: Alain Prost con la Renault parte alla grande vincendo in Sudafrica ed in Brasile, infilando però tre ritiri consecutivi nei successivi tre Gp; ad approfittarne allora sono Niki Lauda, che vince sulla McLaren a Long Beach, e Didier Pironi, Ferrari, che si impone ad Imola scatenando la lotta interna con Villeneuve che porterà alla morte di Gilles nel successivo appuntamento in Belgio, dove senza la Ferrari è John Watson con la McLaren a chiudere davanti a tutti.

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Una corsa folle

Si arriva dunque a Monaco, per la sesta corsa dell'anno, in un clima di totale incertezza e con una classifica molto corta. In qualifica Renè Arnoux stacca la pole sulla sua Renault, con un ottimo Riccardo Patrese subito dietro a mezzo secondo. Al via Arnoux tiene il comando, con Giacomelli che scalza Patrese, scivolato terzo davanti a Prost, con il francese che già nel secondo passaggio si sbarazza dell'italiano, passando poi in seconda posizione dopo il cedimento di un semiasse sull'Alfa Romeo di Giacomelli. Dopo 14 giri Arnoux va in testacoda e Prost si ritrova così al comando di una corsa che a dire la verità non è troppo spettacolare, ma che è pronta a regalarci uno dei finali più accesi di sempre quando al 71° dei 76 giri previsti iniziare a piovere. Dato che al traguardo manca poco nessuno se la sente di andare ai box a mettere gomme da bagnato, e questo favorisce il terno al lotto degli ultimi giri: Prost tocca il guard-rail a Santa Devota in un doppiaggio ed alla 74° tornata si schianta; Patrese eredita quindi il comando, ma si gira al Loews al penultimo giro, riuscendo per sua fortuna a ripartire grazie alla spinta dei commissari ed alla discesa immediatamente successiva che gli consente di riaccendere il motore. Pironi e De Cesaris sono già sfilati, ma succede l'incredibile: Pironi si ferma sotto al tunnel, con De Cesaris che non ne può approfittare perché la sua Alfa Romeo si è appena fermata senza benzina a Massenet. In tutta questa confusione ci sarebbe Derek Dalay, che seppur doppiato potrebbe ancora vincere, ma l'irlandese della Williams sbatte alla Rascasse all'inizio dell'ultimo giro. C'è gran confusione, con Patrese che è rimasto l'unico ad essere ancora in grado di girare in pista.

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Ma Riccardo non se ne accorge!

Ed è proprio Patrese che si prende la vittoria in una gran premio a dir poco surreale. Basti pensare che dietro di lui saranno comunque classificati nell'ordine Pironi, De Cesaris, Mansell, De Angelis e Daly, classificato a due giri. In tutta questa confusione, con tante macchine parcheggiate lungo la pista, Patrese non è riuscito a distinguere bene le varie vetture e memore del suo errore al tornante è convinto di non aver vinto la corsa. Quando viene chiamato per andare a ritirare il trofeo del vincitore (Monaco come sapete non ha un podio vero e proprio, ed all'epoca veniva chiamato solo il primo classificato a ritirare la coppa), Riccardo ancora non capisce ed è convinto che a partire da quell'anno vengano premiati i primi tre... solo quando non troverà altri piloti a ricevere la coppa capirà di aver portato a casa il suo primo Gp!

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