Per stilare il calendario, capire cosa, quando e dove sarà possibile correre una volta alle spalle l’emergenza dettata dalla pandemia di coronavirus, ci vorrà ancora tempo. Non si intravedono soluzioni rapide all’orizzonte, per la complessità dell’uscita dalla pandemia, le “fasi” dopo il momento di maggior crisi, le limitazioni agli spostamenti tra Paesi da superare, i rischi di un riemergere del virus Sars-Cov-2.

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Così, non resta che registrare disponibilità, prospettive, come quella di Silverstone. Parole del direttore generale, Stuart Pringle, da leggere un po’ come estrema via per assicurare un numero adeguato di gran premi: organizzare più week end di gara sullo stesso circuito. Un campionato del mondo, per essere valido e assegnare i titoli, deve contare almeno 8 Gran Premi in 3 continenti. 

Flessibilità a supporto della F1

Silverstone dà la propria disponibilità, aspettando di pronunciarsi sul se, il prossimo luglio, il GP di Gran Bretagna potrà disputarsi regolarmente. Una possibilità che appare sempre più remota. Il promoter ha deciso di prendere tempo per decidere, data limite: fine aprile. “Ci sono due motivi, Silverstone è una tappa di un campionato del mondo e i nostri colleghi della F1 stanno provando con tutte le forze a mettere insieme una stagione che inizierà molto più tardi del previsto.

Ci sono stati dei rinvii e una cancellazione, stanno provando a ricucire un calendario. Noi siamo un elemento di questo calendario ed è importante per la Formula 1 avere la possibilità di provare a organizzare una stagione iridata”, commenta Stuart Pringle in un’intervista a Sky Sports UK.

Un possibile, duplice, appuntamento a Silverstone, diventa uno scenario buono per un recupero “numerico”, dovesse aumentare l'elenco di gare cancellate perché impossibili da ricollocare in calendario, che pure si estenderà nel corso dell’inverno e fino a gennaio, secondo le ultime indiscrezioni emerse.

Resterebbe il punto dei diritti corrisposti a F1 Group, difficilmente con un uguale moltiplicatore.

Il vantaggio dell'impianto permanente

“Possiamo dare alla Formula 1 il tempo che serve per organizzare il calendario. È possibile anche in ragione del fatto che siamo un impianto permanente, abbiamo infrastrutture fisse, diversamente dai circuiti cittadini e abbiamo una squadra espertissima, sappiamo cosa stiamo facendo e possiamo prenderci il mese di aprile per assumere una decisione che sia adeguata alla F1, spero perché mettano insieme i loro programmi”, prosegue Pringle.

Due GP se servirà

Sul punto di più gare da disputare a Silverstone, poi: “Tutto ciò che ho fatto è stato dire alla F1 che siamo disponibili a lavorare con loro in ogni modo, forma o modalità che pensino sia nell’interesse del campionato.

La maggior parte delle squadre ha sede a pochi passi dal circuito, perciò operativamente sarebbe una situazione lineare. Abbiamo infrastrutture fisse, lo staff potrebbe tornare a casa di notte in gran parte e se questo sarà il modo in cui potremo essere d’aiuto, sarò lieto di farlo”.

Porte chiuse opzione estrema

In merito alla possibilità che si corrano dei Gran Premi a porte chiuse – prospettiva che porterebbe ovvie valutazioni e accordi sui diritti corrisposti dai promoters – Pringle non è parso esattamente entusiasta all’idea, tuttavia non è qualcosa che possa escludersi: “Una delle cose che rende il GP a Silverstone così speciale sono i tifosi, abbiamo una base incredibilmente appassionata e competente, l’idea di una gara senza di loro è piuttosto strana.

Però, come ho detto, abbiamo spiegato alla F1 che lavoreremo con loro in qualsiasi modo verrà richiesto per essere d’aiuto nell’organizzare un campionato”.

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