La “forchetta” non potrebbe essere più ampia: tra 8 e 19 gran premi. Tra il minimo per dire di una stagione valida per l’assegnazione dei titoli mondiali e il massimo di gare recuperabili, uno scenario che Ross Brawn delinea immaginando una partenza della Formula 1 a luglio, dall’Europa, con gare a porte chiuse e un calendario ovviamente serrato nel susseguirsi di appuntamenti.

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“Se riuscissimo a partire a inizio luglio potremmo disputare una stagione su 19 gare. È difficile, si tratterebbe di correre tre gare di seguito, un week end di pausa, poi tre di seguito, uno di pausa, tuttavia abbiamo esaminato l’intera logistica e pensiamo di poter organizzare una stagione da 18-19 gare, oscilliamo tra questi due numeri.

Potremmo dover correre gare su 2 giorni per esigenze logistiche, ad esempio la Cina sembra probabile possa essere un week end di gara su 2 giornate se dovessimo procedere, perché è necessario arrivarci e ripartire alla volta dell’evento successivo che stiamo programmando”.

Il nodo della mobilità

La fase attuale è un po’ quella delle proiezioni, indicazioni del calendario che potrebbe essere post-coronavirus, superata la fase peggiore della pandemia. Con un interrogativo, legato alla mobilità - e relative tempistiche - assicurata a persone e merci. L’idea di iniziare dall’Europa nasce confidando in procedure che siano un po’ più agevoli e la possibilità di creare un canale di isolamento, di fatto, per il personale della Formula 1 che andrà sui campi di gara. È fattibile? Molto dipenderà dai provvedimenti che assumeranno i diversi Stati europei, nelle fasi successive, di ripartenza dalla pandemia.

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I viaggi per le squadre e tutti quanti coinvolti saranno uno dei grandi problemi. Si può discutere se, una volta arrivati, potremo essere sufficientemente autonomi.

Pensiamo che, probabilmente, un inizio europeo potrebbe risultare favorevole e potrebbe anche trattarsi di un evento a porte chiuse. Potremmo avere un ambiente molto chiuso, nel quale le squadre arrivano con voli charter, convogliamo tutti verso il circuito, ci assicuriamo che vengano tutti testati, abbiano il via libera e non ci siano rischi per nessuno”, spiega Brawn in un’intervista a Sky Sports UK.

Gare a porte chiuse

Per provare a salvare il salvabile della stagione 2020, la Formula 1 guarda a gare senza pubblico e il tema chiama altre valutazioni di carattere finanziario, considerati i diritti che i promoters corrispondono a F1 Group – e ripagati dalla vendita dei biglietti, le iniziative a margine del Gran Premio –: serviranno accordi specifici per superare quanto prevedono i contratti ordinari o attivare clausole relative. Avremmo una gara senza spettatori, il che non è bellissimo ma è meglio di non avere alcuna gara. Dobbiamo ricordare come milioni di persone che seguono lo sport siano ferme a casa. Molti di loro isolati e, poter tenere vivo lo sport, organizzare l’evento e intrattenere le persone sarebbe un enorme bonus in questa crisi che stiamo vivendo. Non possiamo mettere nessuno a rischio.

Stiamo osservando la struttura organizzativa che ci permetterebbe di avere il via il prima possibile, però anche la capacità di preservare quella partenza. Non ha senso partire per poi doversi fermare nuovamente per un po’. Molto probabilmente sarà in Europa ed è immaginabile che possa essere un evento chiuso”.

Ottobre il limite per un mondiale

Una sorta di Grand Tour europeo della Formula 1, prima di programmare un’eventuale fase extra-europea. E l’autunno, nelle parole di Ross Brawn, diventa il limite per organizzare un campionato che abbia il titolo di mondiale: “Otto gare è il numero minimo che serve per avere un campionato del mondo secondo gli statuti FIA. Potremmo riuscire a correre 8 gare iniziando a ottobre, quindi se volete un limite ultimo sarebbe ottobre. Ci sarebbe, poi, la possibilità di correre fino al prossimo anno, è stata esaminata.

Possiamo sconfinare a gennaio per concludere la stagione? Ci sono tutta una serie di complicazioni collegate come potete immaginare. Se riusciremo a partire a inizio luglio potremmo correre una stagione da 18 gare”.

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