La quadra sulla soglia del budget cap 2021, ulteriormente ridotto alla luce della crisi scaturita in Formula 1 dal diffondersi della pandemia di coronavirus, dovrebbe arrivare venerdì. A dirlo è il presidente della FIA, Jean Todt, con l’augurio che tra i fronti contrapposti si arrivi a una posizione che sia nell’interesse complessivo dello sport.

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In una lunga intervista ad Autosport, Todt ha toccato i temi dei costi, approfondito quale dev’essere il “new deal” per la Formula 1 che uscirà dopo il lockdown, spiegato la posizione della FIA nei confronti della Ferrari e il perché della comunicazione diffusa lo scorso febbraio, dalla quale è nato il fronte di squadre in protesta contro l’accordo raggiunto tra Federazione e Ferrari.

Usare la crisi come un'opportunità

Ha cuore particolarmente il problema del contenimento dei costi, tagliare ulteriormente livelli di spesa che – a metà stagione – arrivano per i grandi team a 300 milioni di dollari, senza contare lo sviluppo sulla power unit, 150 milioni per i team più piccoli. In ogni disastro, in ogni crisi, hai tanti aspetti negativi ma alcuni positivi. Tra questi c’è l’opportunità per rendere le cose migliori in vista del futuro. Il budget avrà nuove cifre, ancora c’è riluttanza da parte dei alcuni.

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I costi mettono a rischio lo sport, insieme con la F1 stiamo lavorando da vicino, per risolvere la situazione con il supporto dei team, dovremo vedere il livello del supporto. Ci sono voci diverse, dovremo convincere i grandi ma i passi compiuti non sono ancora sufficienti, quelli proposti nemmeno, dovremmo assumere una decisione finale venerdì”.

Squadre a rischio

Il timore di Zak Brown, per primo a lanciare l’allarme su quattro scuderie la cui sopravvivenza in Formula 1 è a rischio se non si interverrà per abbattere i costi ulteriormente e supportarle in questa fase di crisi, è confermato da Jean Todt. Ovviamente c’è il timore che spariscano delle squadre. Citavo le somme minime, di 150 milioni di dollari a stagione spesi da una piccola squadra, sono tanti. E un altro aspetto che dovremo affrontare (superata la crisi del coronavirus; ndr) saranno gli interessi. Quanto tutto ciò sarà finito, vorrai ancora andare a una gara? A un evento sportivo? Al teatro? Al ristorante? Devi imparare a come ripartire.

Spero che restino tutti i team, per questo dobbiamo ascoltare tutti, anche i grandi. Dobbiamo considerare ogni team, restare umili e assumere decisioni adeguate”.

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Tagli per il bene comune

Invoca un’analisi a tutto campo il presidente della FIA, e osserva il “mondo fuori dalla Formula 1”, fatta anche dai grandi costruttori, a loro volta sul piano industriale con gravi problemi da superare. La riluttanza dei top team a tagliare ulteriormente il livello di spesa è frutto di valutazioni su investimenti diversi dai piccoli, in aree sulle quali beneficiano indirettamente le squadre clienti. Tagliare ulteriormente metterebbe a rischio ancor più posti di lavoro.

“Ogni costruttore ha la propria politica. Non penso che la priorità attualmente sia garantirsi la sicurezza nelle corse. Ci sono milioni di persone che rischiano di perdere il lavoro. Se una squadra corse riduce di una dozzina di persone non è drammatico, lo sarebbe perdere 4 squadre. Spero valuteremo il quadro d’insieme e non dal singolo punto di vista”.

Ferrari sanzionata ma divieto di pubblicità

Non poteva esimersi, poi, da un commento sulla gestione della vicenda legata alla power unit Ferrari 2019. La contestazione delle squadre inglesi, fronte passato da 7 a 6 team critici con la Federazione, squadre con le quali Todt rivela di aver proseguito lo scambio di visioni.

“Se lo chiedete a me, mi piacerebbe poter dare tutti i dettagli della situazione, però la Ferrari si è opposta. Direi, sono stati sanzionati ma non possiamo fornire i dettagli di questa sanzione. Avremmo potuto restare in silenzio ma ritenevamo sarebbe stato il modo sbagliato di fare, non dire che era stato discusso il caso Ferrari e che vi era stata una sanzione.

Abbiamo impiegato tutti gli sforzi per giungere alle conclusioni, sulle quali i team non sono d’accordo. I nostri tecnici hanno detto ‘non possiamo dimostrare che la Ferrari non è in regola con il grado di certezza che vorremmo’.

Dai team ho ricevuto una lettera in risposta alla mia, nella quale confermavano di capire la posizione della FIA. Però non vuol dire che siano felici della posizione e vorrebbero che la Ferrari consentisse alla visibilità sul caso, una cosa che amerei anch’io avvenisse. Ma non possiamo”.

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