Strutture da centinaia di dipendenti, in crisi per lo scenario creato dal coronavirus. Sono le realtà delle piccole squadre, fino a organizzazioni ben più ampie come McLaren, molte ad annunciare la messa in congedo di parte dello staff – con accesso alle soluzioni di sostegno al reddito previste dal governo, nel Regno Unito l'80% fino a 2.900 euro  – e la riduzione degli stipendi per quanti continueranno a operare a regime ridotto nei prossimi mesi.

Todt, venerdì decisivo sul budget cap

Anche in Alfa Romeo, secondo quanto riporta il giornale elvetico Blick, un’ampia fetta dei 500 dipendenti che operano a Hinwil va incontro alla riduzione di orario per i mesi a venire.

Non sono mancati gli esempi di contributi alla causa offerti dai piloti, volontariamente ad accettare una riduzione dell’ingaggio ed essere, in qualche modo, solidali con i lavoratori che operano dietro le quinte. Casi paradossali di una Formula 1 che vede molte squadre sopravvivere grazie alle sponsorizzazioni garantite dagli stessi piloti, investimenti milionari – con tutte le clausole contrattuali del caso e tempi differiti dei pagamenti –.

Situazione insostenibile

In Haas, Guenther Steiner ha spiegato come Grosjean e Magnussen si siano detti pronti a dare un aiuto al team e discutere una riduzione dei rispettivi ingaggi.

Tost: "Senza gare, disastro economico"

Non possiamo sviluppare per tre mesi senza avere entrate. Possono farlo alcuni team, ma le piccole squadre sono d’accordo come non sia uno scenario possibile.

I piloti si sono proposti, hanno detto se serve qualcosa da parte nostra fatelo sapere. Hanno parlato di una riduzione dell’ingaggio, i piloti vedono le condizioni nelle quali ci troviamo. Non ho ancora nessun dettaglio ma a loro va bene discuterne.

Stiamo lavorando su questi scenari, sapendo che i nostri piloti sono d’accordo ad aiutarci, penso sia una cosa bella, dovremo discutere i dettagli”, ha spiegato il team principal a motorsport-magazin.

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