E' una McLaren che vuole continuare a risalire la china e tornare ai tempi d'oro, quando lottare per gare e titoli era all'ordine del giorno. La risalita è ancora lunga, ma Andreas Seidl può intanto dirsi soddisfatto di quanto fatto finora a Woking, con la scuderia inglese che sotto la sua gestione è molto migliorata riuscendo ad artigliare il 4° posto tra i Costruttori nel 2019. Il passaggio ai motori Mercedes in chiave 2021 va letto come un ulteriore tentativo di riavvicinarsi ai top team.

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Concordati controlli tra McLaren e Fia

Proprio il passaggio alle power unit tedesche è stato un tema delicato nelle discussioni per i limiti allo sviluppo tra le stagioni 2020 e 2021. La McLaren ha dovuto chiedere una deroga per poter effettuare i cambiamenti necessari per l'installazione del motore Mercedes, ovviamente diverso da quello attuale, il Renault. Per assicurarsi che non venga sfruttata questa deroga per aggiungere modifiche non ammesse, la McLaren ha concordato un controllo con la Fia, come sottolinea lo stesso Seidl: "Abbiamo concordato con la FIA un controllo molto minuzioso, così faremo le modifiche solo strettamente necessarie per ospitare la Power Unit Mercedes, e potranno anche assicurarsi che non toccheremo altre aree come quella della centralina, la quale ci potrebbe dare un aumento delle prestazioni. E' giusto così, siamo d'accordo su questo, perché alla fine dobbiamo guardare al quadro generale e sostenere questo congelamento con tutto quello che sta accadendo in questo momento".

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Crisi occasione di cambiamento

Proprio sulla crisi sanitaria si è poi soffermato Seidl, come riportato dal quotidiano spagnolo AS: "E' l’ultima chiamata per il nostro sport, dobbiamo essere consapevoli del fatto che ci sono elementi insostenibili, e che abbiamo bisogno di cambiamenti drastici. Non conosciamo l'impatto del Covid-19 a lungo termine, dobbiamo essere un passo avanti a quanto accadrà, senza riduzione delle spese c'è forte rischio di perdere alcuni team. Non sappiamo che 2020 sarà e quando torneremo a correre, e senza corse è ovvio che perderemo tutti dei soldi, non potremo permetterci di gareggiare fino a quando la nostra gente non sarà completamente al sicuro, e questo dipenderà dai governi locali. La F1 non è a rischio, tuttavia c'è pessimismo sulle competizioni per quest'anno, se si riuscirà a correre qualunque format andrà bene."

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