L’accordo sul budget cap che si avvicina, un calendario che prova a darsi dei connotati chiari. Sono i due punti chiave dell’attualità in Formula 1, con il coronavirus a dare “una sveglia” per dirla con le parole di Guenther Steiner su quella che è la realtà e i rischi che corre la categoria se non innesca un cambiamento.

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Il team principal Haas dà un’indicazione relativa al “quando”, dalla Formula 1, avremo un’ufficialità sulle voci che accompagnano il calendario 2020. Austria e Regno Unito saranno le prime tappe del campionato, passaggi che possono ritenersi consolidati, poi è tutta un’incognita, legata soprattutto alle politiche dei singoli Stati europei, la possibilità che verrà offerta alle squadre e gli addetti ai lavori della F1 sul territorio.

5 settimane di preavviso 

“Spero, non posso confermarlo, spero potremo tornare a correre in Austria, il governo ci ha dato l’ok per procedere e fornire delle idee valide per proteggere le persone in Austria e noi stessi, in modo da non diffondere il virus né essere contagiati.

Stiamo lavorando sodo come team, per capire quante persone possiamo lasciare a casa a lavorare, meno persone porti sul campo di gara e minori rischi corri. Saremo responsabili. Spero potremo tornare a correre in luglio, l’Austria sembra stia procedendo piuttosto bene, poi non so esattamente cosa stia accadendo esattamente a Silverstone ma c’è un’opportunità di correre, ovviamente a porte chiuse. La Formula 1 resta comunque uno sport prevalentemente seguito in tv, è chiaro che non sia una cosa bella, ma se dovremo farlo lo faremo.

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In agosto, poi, speriamo che il mondo sia di nuovo un posto migliore e di poter tornare a una programmazione normale. Penso che una decisione ufficiale verrà comunicata fra 3-4 settimane. Dobbiamo tornare a lavorare anche per i posti di lavoro, è difficile se non abbiamo uno show, un prodotto. Sui tempi neessari alle squadre per prepararsi, servono 4-5 settimane, dobbiamo preparare le macchine, far sì che le persone tornino ‘nel gioco’, dobbiamo assicurarci di essere pronti al 100% e tornare a correre”, spiega intervistato da Sky Sports UK.

F1 deve tutelare tutte le squadre

Una ripresa dell’attività è vitale per l’intero business, tanto più per la sopravvivenza delle squadre di seconda fascia. Come lo è programmare un 2021 diverso, dal contenimento ulteriore dei costi. La crisi generata dalla pandemia deve portare a un nuovo corso, sollecitato dal presidente Todt. L’ultimo equilibrio registrato tra team principal dice di una proposta di budget cap a 145 milioni di dollari il prossimo anno e 130 milioni di dollari dal 2022. Materia sulla quale Steiner spiega: “Sul budget cap ci sono stati incontri ogni settimana, almeno una volta a settimana, con FIA, FOM, e sono stati incontri positivi.

Penso che dovremmo giungere presto a una soluzione al budget cap, è quel che vuole il presidente Todt, dobbiamo garantirci il futuro e che tutte le squadre restino negli anni a venire. Al momento ci sono 10 squadre forti in Formula 1, dobbiamo provare a tutelarle e aiutarle il più possibile.

Come sempre ci sono anche giochi politici, chi vuole di più chi di meno, si dovrà trovare una terra di mezzo e a mio avviso siamo molto vicini a raggiungerla.

Quanto sta succedendo farà sì che non torneremo ai vecchi giorni, abbiamo avuto una sveglia. Tutti siamo stati colpiti duramente, alcuni più di altri, siamo stati colpiti dalla realtà.

Al momento la FIA sta facendo un buon lavoro, c’è un budget cap. La gente ha capito maggiormente, il nostro obiettivo non è spendere di più per avere una F1 migliore più competitiva, ma che tutti abbiamo la chance di competere: che sia per il quinto posto? E per quello dovremmo competere, riuscendo sul merito e non per eventi fortunati”.