Gli odiatori da tastiera non risparmiano lo sport, tantomeno la Formula 1. Così, il social network diventa lo spazio dello sfogo, della critica e, spesso, si dimentica il punto centrale: il rispetto, che sia verso il campionissimo come il rookie.

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Il confine tra critica e odio è sottile, un attimo scavalcarlo. Romain Grosjean è finito spesso al centro della contestazione, ciclicamente a ogni rinnovo di contratto con Haas oggetto del ripetuto “perché mai confermare uno come Grosjean?”.

È innegabile come gli ultimi due anni in Formula 1 siano stati critici per il pilota francese, ricchi di errori e assenza di risultati, soprattutto a inizio campionato. Trentaquattro anni da pochi giorni, è avviato nella fase conclusiva di una carriera che pure ha lasciato stagioni e risultati degni di nota quanto ha avuto una monoposto competitiva.

Alti e bassi sin dal debutto, una foga esagerata in partenza, costata incidenti e una sospensione, dopo il GP del Belgio del 2012. Un debutto nel 2009 con Renault, dopo il titolo in GP2, seguito subito da un’uscita dalla Formula 1, poi il ritorno in Lotus dal 2012 e il 2013 migliore annata personale per risultati, con ben 6 podi all’attivo.

Commenti difficili da accettare

Con gli odiatori social ha imparato a convivere, come spiega: “Beh, fantastico… forse sarò un pessimo pilota ma ho corso 169 Gran Premi. Se fossi poi così scarso immagina quanto sarebbe stupido il team principal a tenermi in macchina.

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Sono in qualche modo contento che alle persone piaccia o meno. Se hai il carisma di un’ostrica alla gente non importa.

Ho attraversato diverse fasi, a volte seguivo i commenti sui social ed era doloroso. Così, ho smesso e sapete cosa? Sono arrivato a un punto per cui dico: so esattamente cosa sto facendo, cos’ho ottenuto in Formula 1, cosa ho realizzato nella mia vita. E se questa gente decide di essere severa su di me, posso replicare in modo divertente.

A volte i commenti non sono belli come vorresti che fossero, né gentili o rispettosi, però credo faccia parte dei social media. Mi piace quando la gente commenta in modo positivo, ti guarda e ti dice questo non è positivo, può parlarci e spiegare”.

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