Un programma sportivo 2020 a lungo valutato, per arrivare a scegliere la sfida del DTM con BMW e il team privato ART. Robert Kubica si trova adesso, come tutti, ‘in panchina’, costretto ad attendere quelle che saranno le decisioni dell’organizzatore sul calendario riscritto alla luce della pandemia di coronavirus. Partenza nel week end del 12 luglio dal Norisring, finale a Monza il 15 novembre, secondo l'ultima stesura.

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Lo scorso inverno, primo assaggio nei test di Jerez al volante della M4, poi ancora chilometri, versante Formula 1, con Alfa Romeo a Barcellona, accompagnato a Hinwil dallo sponsor personale e con un ruolo di tester e pilota di riserva.

Un duplice impegno sul quale Robert ha commentato, nel corso di un’intervista a motorsport-magazin: “E’ un po’ diverso nei panni di pilota di riserva però ho afferrato l’opportunità di restare in Formula 1. Non sai mai cosa accadrà, però alla fine sono realista ed è per questo motivo che il DTM è così importante per me. Volevo correre quest’anno ma non c’era più l’opportunità di farlo in Formula 1.

Il DTM è sullo stesso piano per difficoltà della Formula 1. Ho 35 anni e capita che mi svegli e pensi: ‘Ho scelto la serie più difficile nella quale potessi correre’”.

Prime gare come un test

Una delle difficoltà maggiori che, secondo Rene Rast – campione uscente con Audi – dovrà superare Kubica sarà la gestione della prestazione e delle gomme in gara.

Dopo un 2019 in Formula 1 nel quale ha vinto la sfida personale di un ritorno nella massima serie nel quale, probabilmente, era l’unico a credere, quale sarà l’obiettivo per dire di un’esperienza positiva nel DTM?

“Probabilmente userò i primi week end di gara come un test, per raccogliere informazioni e migliorare le cose devi sperimentare. E funziona al meglio quando lo fai in macchina e solo nei week end di gara.

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Se riusciremo a trovare la giusta direzione, spero di poter correre delle buone gare. Sarebbe abbastanza ottenere risultati nella top 10, ovviamente molto dipende dalla macchina. L’anno scorso Audi ha dominato, i miei compagni in BMW hanno registrato un miglioramento della macchina.

Sono un tipo competitivo, voglio dimostrare qualcosa ogni giorno, compreso a me stesso. Con il giusto approccio e ‘rispetto’ verso il DTM penso di potermi divertire, non guardando i risultato ma a quanto raggiunto dalla sfida raccolta, a volte può essere più importante dei risultati in sé”.