Greg Maffei, a.d. di Liberty Media e presidente di Live Nation e Sirius XM, ha presentato agli investitori, nel corso di una conference call, le operazioni finanziarie che interessano la struttura di F1 Group e di Liberty Sirius XM, con le relative partecipazioni in altri asset.

Un’occasione per discutere gli scenari economici alla base di un business, Formula 1 quotata a New York (FWONK), duramente colpito dalla crisi del coronavirus e, da gennaio, a subire un forte calo del valore azionario del titolo: quota 29 dollari, positivo dopo le ultime notizie diffuse dalla conference call, ben lontano dal valore di 48 dollari di inizio anno. 

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Ha risposto agli investitori sulle opzioni per rimettere in carreggiata la Formula 1, segnatamente un inizio di campionato che si attende dall’Austria.

Più scenari contemplati

“Abbiamo degli scenari per 0 gare, qualcosa tra 15 e 18, gare che iniziano senza tifosi. Chase e il suo team hanno presentato molteplici opzioni. Stiamo guardando come aprire con certi eventi nell’Europa occidentale, in determinati Paesi e osservando alle opzioni intorno alle quali far partire il calendario. Non ci sono garanzie ma sicuramente è qualcosa che verrà tentata”.

GP senza pubblico, chi paga?

Il profilo “meno rilevante” per il tifoso diventa cruciale per l’investitore, così, in teleconferenza finisce il punto di gare a porte chiuse e conseguenti diritti riconosciuti a F1 Group dai promoters.

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Maffei ha spiegato: “Se corri gare senza pubblico in pista, ovviamente hai profitti ridotti, forse potremmo non avere affatto dei profitti. Possiamo considerarci con una capitalizzazione sufficiente per gestire la situazione nel 2020”, per passare alla necessità di gareggiare soprattutto per quelle squadre minori che non ottengono premi minimi garantiti dalla Formula 1 e dipendono totalmente dalle gare corse e i risultati ottenuti.

Squadre, chi vive di soli premi

“Ci sono squadre che vanno incontro a costi, soprattutto quelli senza garanzie minime dalla F1 e la loro principale fonte di entrate è la parte di profitti della F1.

Non si tratta solo di quando avremo l’autorizzazione da parte delle autorità ma anche di come può funzionare per le squadre, fare qualcosa che sia vantaggioso per i tifosi ma anche che non porti le squadre in bancarotta per mancati profitti dalle gare perse”.

A una domanda posta da un analista di JP Morgan, Maffei sul supporto di F1 Group alle squadre ha proseguito: “Non stiamo incoraggiando un utilizzo non saggio della nostra liquidità, stiamo provando a bilanciare l’operatività del business con i suoi risultati attuali verso i risultati operativi dei nostri partner, le squadre, che vanno incontro a grandi costi.

Abbiamo già anticipato denaro, nei pagamenti anticipati ad alcuni team e ci sono casi nei quali potremmo dover fare di più. E altre cose che potremmo fare per squadre che potrebbero avere bisogno di aiuto”.

Maffei ha puntualizzato che non si tratta di un “libretto degli assegni aperto” ma di garantire la solvibilità delle squadre, “sono parte di quel che ci serve per correre con successo nel 2020, 2021 e oltre”.

Su altri fronti, poi, Maffei ha prospettato l’interesse di F1 Group a procedere con acquisizioni nel settore degli eventi dal vivo in ambito motorsport, che possano creare una sinergia con l’asset Formula 1.

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