Ragionare di spettatori in tribuna, nelle gare europee che riusciranno a comporre il campionato di Formula 1, è del tutto superfluo vista l’evoluzione, le “fase 2” che prova a farsi largo in ordine sparso per l’Europa, i limiti alla vita sociale comunque imposti.

Così, la decisione confermata in Belgio del divieto di eventi sportivi fino al 31 luglio, confermati dal primo ministro Sophie Wilmes mercoledì non aggiungono molto all’unica via che si dovrà provare a percorrere: correre a Spa-Francorchamps a porte chiuse. Come avverrà altrove.

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Semmai, l’interrogativo è un altro e attiene al via libera che i vari governi daranno all’accesso nel Paese, i controlli che verranno richiesti, le limitazioni e le tempistiche. Un fronte sul quale vale monitorare quando verrà deciso nel Regno Unito entro fine settimana. La Formula 1 ha approntato un “protocollo bolla” per isolare gli addetti ai lavori, dall'ingresso nei Paesi sede di gran premio fino all'intera permanenza, posto che un totale confinamento rispetto alla popolazione locale sia davvero attuabile.

Semaforo verde alle porte chiuse

E Vanessa Maes, direttore generale della società organizzatrice il GP del Belgio a Spa, non fa mistero come l’incertezza ruoti tutta su questo punto: “Tutti sono assolutamente consapevoli come qualsiasi organizzatore dipenda dal proprio governo”.

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Spa che in agosto non solo dovrebbe accogliere la Formula 1 ma anche la 6 Ore del WEC, ricalendarizzata a Ferragosto. “Siamo sempre in attesa del semaforo verde da parte del governo per organizzare il Gran Premio domenica 30 agosto, a porte chiuse”, ha spiegato all’emittente belga RTBF.

Governo che, nelle ultime comunicazioni relative al divieto di competizioni sportive al 31 luglio, si è riservato di dare ulteriori indicazioni future in base all’evoluzione della pandemia, Belgio nella fase discendente del numero di contagiati dal coronavirus.