Ogni tragedia in pista ha insegnato qualcosa alle corse, contributi pesantissimi ed essenziali per l’incremento della sicurezza. Il 2019 è stato l’anno del drammatico incidente occorso a Anthoine Hubert, a Spa-Francorchamps, nel quale il pilota francese ha perso la vita e Juan Manuel Correa ha rimediato gravi ferite agli arti inferiori. Insieme ad altri 27 incidenti registrati nell’attività in pista lo scorso anno, è stato oggetto delle analisi del Dipartimento FIA per la Sicurezza, a dettare nuove linee guida per la progettazione della futura generazione di monoposto e adeguamenti nella progettazione dei circuiti.

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Riscontri utili per tutte le categorie monoposto sotto l’egida della Federazione, Formula 1 e non solo. Tra i punti che spiccano nell’analisi condotta dal Dipartimento e sui quali si provvederà a ulteriori approfondimenti, si parte dai "Sistemi e progettazione di componenti per il contenimento dei detriti".

Come evitare lo spargimento di detriti

Verranno valutate soluzioni di ancoraggio di detriti strutturalmente importanti, affinché non vengano persi dalle monoposto in caso di incidente, un po’ come accade con i cavi di ritenzione delle ruote. Relativamente alle parti più piccole, sarà da specifiche innovative da integrare in fase di progetto che potrà derivare una maggior sicurezza, nello specifico riducendo la dispersione di piccoli detriti dopo un impatto.

Incidente Hubert, la FIA presenta i risultati dell'indagine

Molto è legato alla scienza dei materiali, come nel caso del punto di rottura controllato sulle ali, funzionale a garantire come, in caso di contatto e danneggiamento, non siano i supporti centrali al muso a sostenere un incremento del carico – con il rischio di cedimento e l'ala che finisce sotto la monoposto – bensì sia possibile il distacco di singole porzioni di ala interessate dal contatto. Lo stesso attacco dell’ala al muso sarà oggetto di una revisione.

Dissipare maggiore energia

Una fetta rilevante del lavoro del Dipartimento FIA per la sicurezza interessa il miglioramento delle strutture di assorbimento degli urti e l’incremento delle prestazioni della cellula di sopravvivenza. Standard che diverranno propri di tutte le categorie, in alcuni casi – vedi Formula 2 e Formula 3 – sarà dalle future generazioni che si potrà integrare una nuova struttura frontale di assorbimento, un processo in atto in Formula 1, Formula 4 e Formula E.

In relazione alle strutture laterali di assorbimento dell’energia, lo scenario dell’impatto macchina-contro-macchina (concausa fatale nell’incidente di Hubert) è stato approfondito e verrà avviata una ricerca su una nuova generazione di strutture, in grado di assicurare valori superiori di assorbimento.

Vie di fuga, fondi ad attrito differenziato

Alle misure attuabili per rendere le monoposto più sicure si sommano gli interventi possibili sui circuiti, dall’efficacia delle barriere in una fascia di angolazioni di impatto tra 0 e 20 gradi, fino al tema spinoso delle vie di fuga, in particolare quelle in asfalto.

Tra i punti annunciati dalla FIA vi è lo studio di soluzioni nuove e più efficienti di decelerazione, comprese superfici a elevato coefficiente d’attrito e anti-pattinamento. Un esempio della prima configurazione è nelle bande blu e rosse presenti al Paul Ricard, sezioni applicate sulle vie di fuga in asfalto e pensate per ridurre la velocità delle monoposto finite fuoripista.

Infine, sulla materia dei limiti di pista da non superare, la Commissione Circuiti F1 esaminerà nuove soluzioni proposte per il controllo del loro superamento.